Un vino che viene dal mare

UN VINO CHE VIENE DAL MARE

 



1. LE ORIGINI

Affermare che i grandi vini del Piemonte nascono dal mare sembra cosa azzardata.
Ma le regioni collinari del Piemonte – si pensi a Monferrato, Langhe e Roero, il cui
paesaggio vitivinicolo e’ dal 2014 patrimonio Unesco – ove si producono i grandi vini
noti in tutto il mondo, si sono originate dal mare. Alcuni milioni di anni fa, nell’era
terziaria, il mare Adriatico ricopriva l’attuale pianura padana. Con il successivo ritiro
delle acque l’accumulo di detriti alluvionali generò le colline. Le migliori terre da
vigna, quelle di colore chiaro (marne di arenaria e calcare del Miocene o sabbie del
Pliocene) ancora oggi, durante le lavorazioni di aratura, restituiscono conchiglie
fossili. In alcune zone sono stati addirittura rinvenuti resti fossili di grandi cetacei. E
spesso si notano, incastonate come brillanti, conchiglie fossili brillare nelle pietre da
cantone, blocchi utilizzati per le costruzioni edili. Le zone che attualmente vengono
coltivate a vite per tutta l’antichità furono boschi e foreste: gli insediamenti umani
privilegiavano i fondovalle e la prossimità dei fiumi. Le invasioni barbariche spinsero
le popolazioni verso i boschi delle colline, più difficilmente raggiungibili e più sicuri.
I nobili disboscarono le sommità delle colline ed edificarono i loro castelli, che in
alto risultavano meglio difendibili. Iniziò la coltivazione della vite, in modo e la
situazione si protrasse per quasi un millennio. Ad inizio Ottocento, dopo la tempesta
portata dal vento napoleonico, il Piemonte torna definitivamente sotto lo stato
sabaudo, ritrova una discreta stabilità ma i germi degli sconvolgimenti napoleonici
lasciano il segno: inizia timidamente ad affermarsi la piccola proprietà contrapposta
al feudalesimo ancora dominante. E’ questo il tempo in cui la viticoltura diviene la
coltura dominante ed i versanti delle colline perdono l’aspetto irsuto di boschi per
assumere quello regolare dei filari di vite che avrebbero prodotto il vino che viene dal
mare.

 

 

2. IL TERRENO

 

 

GIRAPOGGIO O RITOCCHINO?
La particolarità del territorio pose, da subito, il problema di come sfruttare più
razionalmente le caratteristiche del terreno. Si affermarono diverse modalità di
sistemazione del vigneto, a seconda della morfologia del terreno: a ritocchino,
girapoggio, a spina di pesce ed in casi estremi a terrazzamento. Molto
sinteticamente si può dire che nel ritocchino i filari partono dalla sommità della
collina verso la sua base e sono disposti in verticale, nel girapoggio seguono
l’andamento della collina (“girano” intorno) in modo orizzontale, nella spina di pesce
sono disposti in diagonale a formare una V mentre con il terrazzamento, nel caso di
forti pendenze, si ha una sorta di giarapoggio costituito da grandi “scalini”. Nel
tempo, per esigenze culturali e specialmente per la meccanizzazione, tali metodi di
sistemazione della vigna hanno subìto importanti modifiche e, di conseguenza,
anche l’aspetto del paesaggio e’ mutato.

 

 

 

3. LA GIORNATA PIEMONTESE

 

L’ARATURA CON LA COPPIA DI BUOI
La misura di superficie del vigneto piemontese attualmente si e’ uniformata allo
standard nazionale che prevede l’ettaro (10.000 metri quadrati) ma la misura
tradizionale, ancora abbondantemente utilizzata, e’ la “giornata piemontese”. La
giornata piemontese (in piemontese detta “giornà”) e’ una antichissima unità di
misura agraria che si riferisce alla superficie arabile in un giorno (giornata) da una
coppia di buoi. Molto empiricamente si ritiene la giornata piemontese all’incirca un
terzo di ettaro (3.333 metri quadrati), ma in realtà e’ quasi sempre diversa perchè
varia – anche di molto – da zona a zona, a seconda della conformazione del terreno.
E’ ovvio che un terreno pianeggiante sia più agevolmente arabile di un terreno
collinare in forte pendenza. E’ la misura di superficie con cui si sono confrontati da
sempre i vignaioli, sin dalla notte dei tempi, hanno dovuto, a forza di braccia e con
gli animali, dissodare quelle colline da cui affioravano le conchiglie fossili.