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Sicilia

La Sicilia è la più grande isola dell’Italia e del Mediterraneo, una terra sorprendente ricca di storia e tradizioni, in cui arte e cultura si intrecciano con meravigliose bellezze naturali. Dal mare alla montagna passando per campagne, vulcani e borghi marinari, sono davvero tanti i motivi per visitare la Sicilia. Come ebbe a esclamare Federico di Svevia, re di Sicilia “Non invidio a Dio il Paradiso, perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia”.

Il territorio della regione è costituito quasi interamente dall’isola omonima, la più grande delle isole italiane e del Mediterraneo, nonché la 45ª isola più estesa nel mondo, bagnata a nord dal Mar Tirreno, a ovest dal Canale di Sicilia, a sud-ovest dal Mar di Sicilia, a sud-est dal Canale di Malta, a est dal Mar Ionio e a nord-est dallo Stretto di Messina, che la separa dalla Calabria, con la parte rimanente che è costituita dagli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie, nonché dalle isole di Ustica e Pantelleria.

È la regione più estesa d’Italia e la quarta per popolazione (dopo LombardiaLazio e Campania). Il suo territorio è ripartito in 391 comuni, a loro volta costituiti in tre città metropolitane (PalermoCatania e Messina) e sei liberi Consorzi comunali.

La Sicilia fu unita al Regno d’Italia nel 1860 con un plebiscito[15], in seguito alla spedizione dei Mille, guidata da Giuseppe Garibaldi durante il Risorgimento. A partire dal 1946 la Sicilia è divenuta regione autonoma e dal 1947 ha nuovamente un proprio parlamento, l’Assemblea regionale siciliana o ARS, istituita ancor prima della nascita della Repubblica italiana.

Palermo

Palermo è il capoluogo della Sicilia. La Cattedrale di Palermo, del XII secolo, ospita tombe reali, mentre l’imponente Teatro Massimo neoclassico è famoso per gli spettacoli di opera lirica. Sempre in centro si trovano il Palazzo dei Normanni, un palazzo reale risalente al IX secolo, e la Cappella Palatina, con mosaici bizantini. Gli affollati mercati includono il mercato di strada centrale Ballarò e la Vucciria, vicino al porto.

Palermo vanta un’eredità storica complessa e un ricco patrimonio di tesori: alcuni si notano al primo sguardo, altri sono più nascosti. Per questo, la cosa migliore da fare è iniziare a cercare.

«Palermo la bella e immensa città; il massimo e splendido soggiorno; la più vasta ed eccelsa metropoli del mondo.»

Dopo il regno di Sicilia normanno, si alternarono sul trono palermitano altre case reali: gli Svevi (dal 1194 al 1266), che fecero di Palermo un centro amministrativo imperiale; gli Angioini (dal 1266 al 1282), che spostarono definitivamente la capitale da Palermo a Napoli; dopo la rivolta del Vespro, Palermo divenne capitale del regno fondato tramite il ramo cadetto degli aragonesi: perderà l’indipendenza nel XV secolo per diventare vicereame iberico.L’arrivo dei Normanni a Palermo è testimoniata da un numero considerevole di edifici religiosi e civili, oltre che da un ponte a dodici arcate sito nelle vicinanze della stazione centrale di Palermo: il Ponte dell’Ammiraglio, completato nel 1113. Nel 1098 i Normanni entrarono in possesso della città e del resto dell’isola: la capitale, prima della Gran Contea di Sicilia, poi del Regno di Sicilia, restò a Palermo. La città raggiunse il massimo splendore sotto il governo di Ruggero II: in questo periodo furono costruite la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio e la Cappella Palatina. Alla morte di Federico II (1250), Palermo e la Sicilia persero ufficialmente l’egemonia nel Mediterraneo, così il potere si spostò a Napoli, con Carlo d’Angiò Il popolo palermitano, tuttavia, nel 1282 dette avvio alla guerra del Vespro contro i francesi, che terminò con l’adottare la Bandiera siciliana.

Cosa vedere

La Sicilia è la più grande isola dell’Italia e del Mediterraneo, una terra sorprendente ricca di storia e tradizioni, in cui arte e cultura si intrecciano con meravigliose bellezze naturali. Dal mare alla montagna passando per campagne, vulcani e borghi marinari, sono davvero tanti i motivi per visitare la Sicilia. Come ebbe a esclamare Federico di Svevia, re di Sicilia “Non invidio a Dio il Paradiso, perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia”.

Quali sono le tappe da non perdere durante un viaggio in Sicilia? I posti da menzionare sarebbero moltissimi, ma la top ten dei luoghi più emblematici della regione non può non comprendere:

1. Taormina: rifugio di artisti, in posizione panoramica tra il mare e la montagna, è una cittadina raffinata, che custodisce tesori splendidi, come il suo incredibile Teatro Greco

2. Ragusa Ibla: è il quartiere più antico della città di Ragusa, che svetta dall’alto della collina tra i monti Iblei, e che vanta più di cinquanta chiese e palazzi nobiliari

3. Scala dei Turchi: con la sua falesia bianca che si erge a picco su un mare azzurrissimo è tra le spiagge più belle di tutta la Sicilia

4. Isole Eolie: sette isole, una diversa dall’altra, con spiagge e calette da sogno e due vulcani attivi dove dedicarsi al trekking

5. Siracusa e l’isola di Ortigia: una città d’arte straordinaria con una delle più vaste aree archeologiche del Mediterraneo

6. Palermo: dallo stile normanno a quello arabo, dalle testimonianze greche a quelle spagnole, il capoluogo della regione è un crogiuolo di culture e luogo di vivaci mercati rionali

7. Agrigento e la Valle dei Templi: la città è meta ambita grazie al suo parco archeologico perfettamente conservato, il più grande al mondo

8. Noto: è la capitale indiscussa del Barocco siciliano, con un patrimonio artistico di chiese e palazzi eccezionali

9. Lampedusa: vanta un mare splendido e bellissime spiagge, come l’Isola dei Conigli, classificata tra le più belle al mondo

10. San Vito Lo Capo e la Riserva dello Zingaro: l’estremità occidentale dell’isola racchiude spiagge sensazionali, siti archeologici unici e una natura spettacolare, come la Riserva dello Zingaro

Nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco compaiono sette siti siciliani: oltre alle città barocche di Noto, Modica e Ragusa, alle Isole Eolie, alla Valle dei Templi di Agrigento e a Siracusa con le necropoli rupestri di Pantalica, hanno ottenuto questo prestigioso riconoscimento anche l’Etna – in quanto uno dei vulcani più emblematici e attivi del mondo -, la Villa Romana del Casale, a Piazza Armerina, e il Percorso Arabo-Normanno di Palermo, Monreale e Cefalù, un itinerario di scoperta nella storia arabo-normanna dai grandissimi contenuti artistici.

Cosa fare

In Sicilia è possibile dedicarsi a una grande varietà di attività: dalla vita di mare alle escursioni in montagna, dalla partecipazione a manifestazioni di folklore locale alle attività sportive più avventurose. Le occasioni di intrattenimento sono numerose in ogni angolo della regione e in ogni periodo dell’anno.

Il mare e le spiagge della Sicilia sono tra le più belle di tutto il bacino del Mediterraneo: è impossibile resistere alla tentazione di fare un po’ di vita di mare lungo le sue bellissime coste e sulle sue tante isole. Tra le spiagge più belle c’è la spiaggia di San Vito lo Capo, la spiaggetta tra cave di tufo di Cala Rossa, sull’isola di Favignana, l’Isola dei Conigli a Lampedusa – sempre presente nelle classifiche delle spiagge più belle del mondo -, la bianca falesia di Scala dei Turchi, a Realmonte, la spiaggetta di Cala Capreria, all’interno della Riserva dello ZingaroIsola Bella a Taormina, la spiaggia di Calamosche tra Vendicari e Noto, la spiaggia di Mondello, vicino a Palermo, e l’affascinante Isola delle Correnti a Portopalo, estrema punta sud-orientale della Sicilia, dove il Mar Ionio si unisce al Mar Mediterraneo. Altamente consigliate sono le escursioni in barca tra le isole dell’Arcipelago vulcanico delle Eolie o delle Egadi, o lungo le coste di Pantelleria o Lampedusa.

Gli amanti del trekking in Sicilia non resteranno delusi: nella regione è possibile fare escursioni a piedi lungo sentieri panoramici o alle pendici di vulcani ancora attivi. Sulle Isole Eolie si trovano i vulcani di Stromboli e Vulcano; allontanandosi di pochi chilometri da Catania è possibile salire fino in vetta all’Etna, con i suoi 3.350 m il maggiore vulcano d’Europa. È possibile raggiungere la vetta a piedi lungo sentieri di varia durata e difficoltà e dormire in quota in uno dei diversi rifugi escursionistici; in alternativa è possibile partecipare a tour in jeep o prendere la funivia che conduce fino a 2.500 metri (da qui volendo è possibile proseguire con fuoristrada fino a 2.900 metri).

Moltissimi sono gli itinerari percorribili a piedi o a cavallo: ad esempio tra i Monti Peloritani e i Monti Nebrodi, nella Sicilia nordorientale, o all’interno del Parco delle Madonie, un’area naturale protetta poco distante da Palermo, così come nella Riserva Naturale di Alcamo o nella necropoli di Pantalica, la più grande necropoli europea, tra torrenti e canyon calcarei. Nelle Gole dell’Alcantara, tra Messina e Catania, è anche possibile praticare canyoning, hydrospeed o body rafting. Chi ama i percorsi a piedi può cimentarsi nel “Cammino Ibleo”, un interessante percorso naturalistico che si snoda per 150 chilometri nell’entroterra siciliano, nei Monti Iblei, tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. Oppure ancora andare alla scoperta dell’area archeologica e naturalistica di Cava d’Ispica, un canyon scavato dalla natura tra gli altipiani Iblei. Chi cerca qualcosa di diverso, può fare un’esperienza di trekking con gli asini all’interno del Parco Minerario di Floristella, importante esempio di archeologia industriale nei dintorni di Piazza Armerina, oppure visitare le saline di Trapani e Paceco, oggi area naturale protetta del WWF, o la Riserva naturale di Vendicari, un’oasi faunistica che si estende lungo otto chilometri di spiagge incontaminate.

In auto o in bicicletta si può seguire un itinerario della cultura e del gusto lungo una delle tredici Strade del vino e dei Sapori della Sicilia, tra cui spiccano la Strada del Vino Val di Noto, la Strada del Vino Erice DOC, la Strada del Vino e dei Sapori Val di Mazara o la Strada del Vino Terre Sicane. Durante il percorso è possibile visitare aziende vitivinicole a gestione famigliare e gustare i prodotti del territorio in un connubio di storia, natura e sapori.

Grazie al clima mite e alla particolare composizione del suolo, la Sicilia vanta anche una tradizione termale antica. A Segesta si trovano le Acque Segestane, acque ipertermali sulfuree alcaline e altamente mineralizzate dove fare bagni termali, fanghi e antro-terapia, oltre alle terme naturali sull’isola di Vulcano e alle terme libere del Lago Specchio di Venere sull’isola di Pantelleria.

Per chi viaggia con i bambini, un’occasione da non perdere in Sicilia è quella di assistere a uno spettacolo di pupi, le tipiche marionette siciliane: spettacoli si tengono al Teatro dei Pupi di Siracusa, al Teatro Carlo Magno e al Teatro dell’Opera dei Pupi di Palermo. Vicino a Catania, inoltre, si trova Etnaland, il più grande parco divertimenti del sud Italia, la Città della Scienza di Catania, e tre acquapark: Etnaland a Belpasso (Catania), Scivolandia a Cammarata (Agrigento) e Acquapark Conte a Sommatino (Caltanissetta).

Tra gli eventi ricorrenti più importanti della Sicilia troviamo il Carnevale di Acireale, tra i più famosi in Italia, con la sfilata di carri allegorici e carri infiorati, l’Infiorata del Corpus Domini tra le strade di Noto, a maggio; il Palio dei Normanni, una rappresentazione in costumi medievali che si tiene a Piazza Armerina il 12, 13 e 14 agosto, e il Ballo dei diavoli, una tradizione folcloristico-religiosa legata alle manifestazioni pasquali nel comune di Prizzi, in provincia di Palermo. Tra gli eventi religiosi l’appuntamento più importante a Palermo è la Festa di Santa Rosalia, con una sfilata molto scenografica che si tiene ogni anno a luglio; a Catania l’evento più importante dell’anno è la Festa di Sant’Agata, festa religiosa che si tiene ogni anno dal 3 al 5 febbraio, il 12 febbraio e il 17 agosto, le cui celebrazioni culminano con la processione della santa, patrona della città. Tra giugno e luglio a Taormina si svolge invece il Taormina Film Fest, festival cinematografico internazionale, e per tutta l’estate si può contare su una ricca programmazione di concerti estivi con star della musica contemporanea, spettacoli di lirica e balletto; all’inizio del mese di marzo ad Agrigento c’è la Festa del mandorlo in fiore, con sfilate folkloristiche e bande musicali. A maggio a San Vito Lo Capo si svolge la Festa degli Aquiloni, con aquilonisti provenienti da varie parti del mondo, mentre a fine settembre l’appuntamento è con il Cous Cous Fest, una famosa festa dedicata al cous cous accompagnata da concerti e spettacoli.

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Cosa assaggiare

I piatti della cucina siciliana sono conosciuti e amati in tutto il mondo: un viaggio alla scoperta della sua terra è anche e soprattutto un viaggio attraverso la sue specialità culinarie, che sono un vero tripudio di colori e sapori.

Un pasto tipico siciliano inizia al meglio con una ricchissima varietà di antipasti: dal semplice accostamento di olive, formaggi e salumi alla classica caponata (ortaggi fritti conditi con pomodoro e salsa agrodolce), agli involtini di melanzana o alla parmigiana di melanzane, melanzane fritte e gratinate in forno con pomodoro, basilico, aglio e uno o più formaggi.

Quando si parla dei primi piatti siciliani la scelta è davvero ampia, con tante specialità che variano a seconda della zona. Tra le più tipiche trionfa la pasta alla norma, originaria di Catania (di solito maccheroni, con sugo di pomodoro, melanzane fritte e ricotta salata), la pasta con le sarde, a base di bucatini, sarde fresche e finocchietto, e le busiate, un tipo di pasta tradizionale del Trapanese, da gustare con il locale pesto alla trapanese preparato con pomodoro, basilico, aglio, mandorle e pecorino.

Tra i migliori secondi siciliani è il pesce a farla da padrone: obbligatorio è provare almeno una volta le sarde a beccafico, un gustoso involtino di pesce con pecorino e uvetta, le polpette di alici, o il pesce spada alla siciliana, con pomodorini e capperi; chi invece preferisce la carne deve assaggiare il falsomagro o “bruciuluni”, un grosso involtino ripieno di formaggio e verdure.

Qualcuno vi offre un dolce? In Sicilia è meglio non declinare l’invito perché i dolci sono delle vere squisitezze. Il più famoso è il cannolo, fritto e riempito con ricotta di pecora fresca, gocce di cioccolato e scorza di arancio o granella di pistacchi; non meno famosa è la cassata siciliana, preparata con ricotta, gocce di cioccolato, frutta candita e marzapane adagiati sul pan di spagna e i dolcetti di pasta di mandorla, sempre presenti in ogni pasticceria siciliana.

Se invece volete approfittare di un pasto al volo, le offerte di street food non mancano: immancabili sono gli arancini, palle di riso impanate e fritte ripiene di pomodoro, ragù o pesce; a Palermo immancabili sono pane e panelle, delle frittelle di farina di ceci, le crocchè, delle crocchette fatte solo con patate e uova, poi impanati e fritti, e lo sfincione, simile a una pizza ma condito con pomodoro, cipolla, acciughe e origano, e il pane cunzato, un pane condito con olio, pomodori freschi, origano, acciughe, sale e pepe ma anche formaggio e cipolle. Perfetta in ogni momento della giornata – anche se in Sicilia è tipica per la colazione – è la granita con la brioche, da gustare in tante deliziose varianti (vi consigliamo quella alla mandorla o ai gelsi).

Tra i vini, le etichette più famose sono quelle del Nero D’Avola, il vitigno a bacca rossa più tipicamente siciliano, originario del sud-est dell’isola, i vini dell’Etna, come l’Etna Rosso, il Faro e l’Etna Bianco, l’Alcamo della zona di Trapani e Palermo, il Moscato di Noto, il Malvasia delle Lipari, e tra i vini liquorosi il Marsala e lo Zibibbo di Pantelleria.

Piatti tipici siciliani: i 20 da provare in Sicilia, da est a ovest

AREE TURISTICHE

Luoghi e Borghi

Aci Trezza (Catania)

Faraglioni dei Ciclopi, pittoreschi scogli basaltici lanciati, secondo la leggenda, da Polifemo contro Ulisse, durante la fuga, dominano il panorama di questo pittoresco borgo di pescatori a pochi chilometri da Catania. Impossibile aggirarsi tra le stradine senza pensare a Giovanni Verga che scelse Aci Trezza per l’ambientazione del suo celebre romanzo I Malavoglia o a Luchino Visconti che in questo borgo girò La terra trema. Nei pressi della Chiesa del Patrono è stata identificata la famosa “Casa del nespolo” del romanzo, nel cui edificio troverete un piccolo museo dedicato alla tradizione marinara.

Sutera (Caltanissetta)

Rannicchiato ai piedi del Monte San Paolino – una mastodontica roccia monolitica con, in vetta, l’omonimo santuario – con il suo grazioso centro urbano di impianto medievale, il borgo di Sutera, a una quarantina di chilometri da Caltanissetta, si snoda tra i caratteristici quartieri di Rabato, Rabatello e Giardinello. Un dedalo di viuzze e ripide strade acciottolate si inerpica tra chiese e ruderi di grande fascino.

Marzamemi (Siracusa)

In questo pittoresco borgo marinaro in provincia di Siracusa, tra Pachino e Noto, il tempo sembra essersi fermato. La sua costruzione risale al Mille, anno in cui gli Arabi realizzarono una tonnara che per secoli sarebbe stata la più importante della Sicilia orientale. Marzamemi riflette oggi l’impronta settecentesca conferitale dalla famiglia Villadorata, che allargò gli spazi della tonnara e realizzò la chiesa e le case dei pescatori. Questo borgo è perfetto come punto di partenza per gli itinerari alla scoperta della vicina Riserva di Vendicari.

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