Gio. Dic 1st, 2022

LA VIGNA IN PIEMONTE

LA VIGNA IN PIEMONTE

La produzione vitivinicola del Piemonte e’ molto variegata ma si  può ricondurre ad alcune macroaree in cui e’ prevalente o caratteristico un vitigno.
Una molto sintetica 
ripartizione potrebbe essere la seguente: Langhe: Nebbiolo e Dolcetto; Canellese: 
Moscato; Acquese: Dolcetto, Moscato e Brachetto; Nicese: Barbera e Moscato;
Astigiano: Barbera; Monferrato Casalese: Barbera e Grignolino; Ovadese: Cortese,
Novarese: Nebbiolo; Colline Torinesi: Freisa. Questi sono i principali vitigni tradizionali piemontesi cui si sono aggiunti, all’incirca dagli anni ’80, i vitigni internazionali quali Cabernet, Merlot, Sauvignon, Chardonnay, Syrah ed altri che hanno ancor di più ampliato la ricca gamma della vitivinicoltura piemontese.

LA VIGNA IN PIEMONTE –  LE DENOMINAZIONI
Quasi sempre, associata alla denominazione di un vino, si trova la sigla DOC o DOCG. DOC significa Denominazione di Origine Controllata mentre DOCG significa Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Queste sigle, a partire dagli anni
’60, hanno garantito il legame al territorio e tutta la filiera produttiva dei vini: dalla verifica dei terreni, alle caratteristiche del vigneto e della coltivazione, sino al prodotto finito certificato da analisi e degustazioni. Un regolamento CE del 2008 ha rivoluzionato il sistema degli acronimi legati al vino. Le vecchie indicazioni sono ancora usate ma sono state ricomprese nella DOP ossia Denominazione di Origine
Protetta (che vale anche per altri prodotti agroalimentari quali olio, formaggio, ecc) che garantisce che tutta la filiera produttiva (produzione, trasformazione ed elaborazione) avviene in un dato territorio. Infine, la sigla IGP, che significa
Indicazione Geografica Protetta, a differenza della DOP può essere utilizzata per i prodotti per i quali una sola delle fasi della filiera produttiva (produzione, trasformazione ed elaborazione) avviene nel territorio indicato in denominazione.

LA VIGNA IN PIEMONTE –  I DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
Per potersi fregiare del DOCG/DOC/DOP un vino deve assolvere ad una serie di requisiti previsti dai disciplinari di produzione. Vediamo quali. Il vigneto viene ispezionato e, se risulta idoneo, viene iscritto allo Schedario Viticolo (Albo vigneti) con superficie, caratteristiche di impianto, varietà, ecc. L’uva prodotta deve rispondere ai requisiti previsti dal disciplinare di produzione che definisce denominazione, varietà, zona di produzione, parametri geologici ed agronomici,
quantità e caratteristiche del prodotto. Tutte le fasi del processo produttivo devono essere annotate su un apposito registro telematico gestito dal Ministero dell’Agricoltura.

Infine, il vino ottenuto viene – a cura di un apposito organismo
certificatore – analizzato e degustato e, se risponde ai requisiti previsti dal disciplinare di produzione, viene dichiarato idoneo ad essere commercializzato.