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Estero

  • America2020: Trump sceglie il set, la Casa Bianca
    by Mario Sechi on 14 August 2020 at 13:13

    AGI - Il discorso della nomination dalla Casa Bianca. Non era mai successo, ma questa è l'era del coronavirus e quello che non era possibile diventa (im)possibile. Dunque Trump farà il suo discorso "su un prato, abbiamo vari prati qui", dalla villa in stile neoclassico al numero 1600 di Pennsylvania Avenue, Washington D.C., che dal 1800 è la residenza e ufficio esecutivo del Presidente degli Stati Uniti. Intervista al New York Post, copertina e via con l'idea di fare il 27 agosto il discorso d'accettazione dalla Casa Bianca."È un posto fantastico. È un posto che mi fa sentire bene, fa sentire bene il Paese". Naturalmente Trump sottolinea che è "un enorme risparmio sui costi" (logistica, Air Force One, Secret Service, alloggio di tutto il team che lo segue in ogni spostamento, lo staff di un presidente americano che si muove è immenso), ma quello che gli frulla in testa è il messaggio simbolico: vi parlo dalla Casa Bianca e qui resterò altri 4 anni. L'idea ha fatto saltare - ci vuole poco - i nervi ai Democratici che pur indossando la mascherina come la divisa di un guerriero ninja hanno dimenticato che il coronavirus produce conseguenze inattese - e vantaggi politici - anche per Trump, al quale la fantasia non manca. Dunque Biden e Harris fanno il loro esordio pubblico marciando con la mascherina, in contrapposizione al presidente senza mascherina (o quando capita e allora diventa "patriottica"), dipinto come un "irresponsabile", mentre Trump servirà in tavola il suo discorso dalla Casa Bianca. L'ha detto e messo nero su bianco anche il comitato etico che verifica le regole dell'Hatch Act del 1939 che può farlo. Secondo le regole dell'Hatch Act del 1939 non si può usare un edificio federale per ottenere un proprio beneficio personale (e dunque anche politico), ma la residenza e il prato della Casa Bianca non sono considerati un dominio federale. E i precedenti esistono. Come ricorda il Wall Street Journal, il presidente Jimmy Carter annunciò la sua corsa per il secondo mandato (che non arrivò mai) dalla East Room. Alternative? Trump potrebbe variare il programma all'ultimo minuto con il piano B: Gettysburg, Pennsylvania, il luogo simbolo della guerra civile americana, il campo di battaglia dove si scontrarono le truppe dell'Unione guidate dal generale George G. Meade e quelle degli Stati Confederati agli ordini del generale Robert E. Lee. Tre giorni di battaglia, dal 1° al 3 luglio del 1863, perdite enormi per entrambi i fronti (tra 46 mila e 51 mila tra morti e feriti), vittoria dell'Unione con l'esercito del Potomac e Abramo Lincoln in trionfo. Il parco di Gettysburg è sotto la tutela e gestione dal National Park Service, anche in questo caso ci sarebbero obiezioni sulla base dell'Hatch Act. Più facile per Trump provare il colpo dalla Casa Bianca. Perché il luogo del discorso di accettazione è diventato così importante? Le misure contro il coronavirus hanno impedito le classiche convention dei due partiti, tutto sarà virtuale, lo scenario dunque diventa un elemento determinante di uno spettacolo inedito e senza la folla delle campagne presidenziali che è diventata un'iconografia dell'America. La Casa Bianca per Trump è il tocco in più, mentre i Democratici a Milwaukee, nel Wisconsin, dovranno inventarsi qualcosa. Cosa? Tom Perez, il presidente del comitato nazionale dei Democratici,  intervistato dal New York Times, dice che la convention dei dem sarà l'occasione per lanciare il messaggio della riunificazione dell'America, condanna l'idea di Trump di parlare dalla Casa Bianca (solleva l'obiezione sulle regole etiche) o da un luogo carico di storia come Gettysburg, dove c'era Lincoln ma i repubblicani con Trump sono un'altra cosa. Esaurito il copione del "nevertrumpismo", cosa faranno i Dem senza la folla da mostrare? Proietteranno le immagini dell'America, ci saranno luoghi e persone online, la storia di una comunità che si riconosce nei valori di quel partito. Nel 2016 in Pennsylvania con Hillary Clinton c'erano 50 mila persone, il 17 agosto tutto questo non ci sarà, fine dei giochi, c'è un nuovo inizio. La lista degli speaker non è ancora ufficiale, parleranno gli "Obamas" (Michelle è più attesa di Barack), Elizabeth Warren, Hillary Clinton, Bernie Sanders e altri. Parlerà Alexandria Ocasio-Cortez? E Nancy Pelosi? Come sarà presentato, impacchettato, l'evento dei dem? È un territorio mai visto, senza mappe, un'occasione e una sfida difficile.La campagna di Biden e Harris finora non esce da quel che ha seminato il coronavirus sul piano elettorale (il vantaggio dem nella corsa presidenziale). La candidata alla vicepresidenza twitta sul collasso dell'economia, parla di diritti delle minoranze e  questione razziale, ma la domanda che si pongono gli analisti è se questo tipo di racconto dell'America basterà a vincere, evitare una rimonta (possibile) di Trump, perché agli elettori non sfugge che sul lavoro l'amministrazione Trump prima del coronavirus aveva battuto tutti i record e gli ultimi dati sulle iscrizioni alle liste per i sussidi di disoccupazione sono per la prima volta scesi sotto il milione nell'ultimo fine settimana. Sondaggio dell'Istituto di Politica della Georgetown University: Il sondaggio è in generale sfavorevole a Trump, ma bisogna guardare cosa sta accadendo soprattutto nel settore dell'economia e proiettare lo scenario futuro per disegnare il trend delle prossime settimane.L'economia dopo il lockdown ha iniziato a mostrare segni robusti di rimbalzo (conferenza stampa alla Casa Bianca e raffica di tweet di Trump), l'indice S&P 500 ha sfiorato di nuovo i valori massimi, la ripresa è in corso e l'argomento della catastrofe economica già a settembre rischia di diventare un boomerang per i dem. Lo scenario potrebbe anche peggiorare e trasformare la corsa di Biden-Harris in una vittoria a valanga, ma confidare nell'effetto coronavirus e imbastire un racconto monocorde e sempre negativo è un'impresa ad alto rischio, potrebbe condurre alla dissipazione del capitale di consenso che finora ha accumulato Biden senza fare troppi sforzi. Biden ha scelto la candidata più energica e preparata,  ma con i limiti che conosciamo: è un senatore della California, uno Stato non scalabile dai repubblicani, non aggiunge i voti di uno Stato in bilico (nel 1960 John Fitzgerald Kennedy conquistò la Casa Bianca grazie alla scelta di Lyndon Johnson che gli assicurò la vittoria in Texas e alcuni Stati del Sud), non era la concorrente più forte alle primarie in termini di consenso (è uscita dalla corsa in dicembre), ha attaccato duramente il vicepresidente nei dibattiti, copre egregiamente l'ala sinistra del partito ma, essendo nella fase retorica ben più svelta e efficace di Biden, ne sposta il messaggio finale da una posizione centrista a una fortemente progressista. L'alchimia tra i due, per ora, vede prevalere gli elementi di Kamala e non di Joe. Il vantaggio di Biden nella media di Real Clear Politics è di 7.4 punti. Partita chiusa? No. Guardate questa tabellina: Come ha spiegato Nate Silver su FiveThirtyEight, a questo punto tutto è ancora possibile: "Tre candidati in vantaggio nei sondaggi nazionali in questo periodo — Michael Dukakis nel 1988, George W. Bush nel 2000, e John Kerry nel 2004 — non vinsero il voto popolare. Bush consumò il suo vantaggio di 10 punti, che è più largo dell'attuale vantaggio di Biden (e per sua fortuna Bush vinse nel voto dell'Electoral College). In altri casi, i sondaggi a questo punto "chiamano" correttamente il vincitore, ma i margini sono ben lontani. Jimmy Carter alla fine ha battuto Gerald Ford di soli 2,1 punti percentuali - non i 26,6 punti di vantaggio che aveva a questo punto della campagna. Bill Clinton ha vinto per 5,6 punti - non di 20,1 punti. E Barack Obama ha ottenuto nel 2008  una vittoria molto più importante di quanto previsto dai sondaggi a questo punto". Tutto chiaro, la corsa è aperta.   Ecco perché puntare tutto sul coronavirus è un limite e lo storytelling dell'America del razzismo e dei diritti negati funziona tra le fasce di popolazione in progress, nei grandi centri urbani, sulle coste, nelle cittadine del "buen retiro" delle classi colte, ma il paese è un altro, non è Santa Fe, né San Francisco, Los Angeles, Boston, Seattle e l'eterno sogno della Grande Mela Democratica, New York. Kamala Harris è una gran combattente, ma questa energia senza una direzione, una rotta, un programma politico ampio - davvero inclusivo, senza il "noi" contrapposto al "voi", che fu il problema della presidenza di Obama - rischia di essere sprecata. La coppia dem (dove è chiaramente lei quella destinata a guidare) non parla all'uomo bianco che ha votato Trump, agli ispanici degli Stati al confine con il Messico che non vogliono altra immigrazione, agli imprenditori grandi e piccoli che devono far ripartire il business, alla grande industria che in America non è solo quella della Silicon Valley. Biden e Harris sono ancora fermi al "noi" e "voi", con una differenza sostanziale: nessuno dei due ha il carisma e la classe di Obama. I repubblicani giocheranno le stesse carte digitali? Dovevano riunirsi in massa a Charlotte, in North Carolina (buco nell'acqua), puntavano su un grande evento a Jacksonville, in Florida (altro buco nell'acqua). Si torna a Charlotte in soli 300, dal 25 al 28 agosto, anche la convention repubblicana sarà virtuale, domina il coronavirus. Che cosa inventeranno? Si sa poco, tutto ruota intorno a Trump e alla strategia del suo team elettorale. Il presidente conosce le regole dello spettacolo, è imprevedibile (pregio e difetto), la convention online ne limita le possibilità e così dal suo cilindro è uscita l'idea di parlare dalla Casa Bianca. Cosa dirà? Nel 2016 Trump aveva la grande occasione di presentarsi come l'outsider, l'uomo che doveva prosciugare "the swamp", la palude di Washington. Quattro anni dopo, Trump è il presidente uscente (o rientrante), egli fa parte dell'establishment, recitare la parte del "maverick", dell'anticonformista, del dissidente, del cane sciolto, è impossibile. Dovrebbe dire cosa farà nel secondo mandato e lo dirà, ma in contrapposizione netta alla coppia Biden-Harris. Fox News ha rivelato che il tema sarà quello della "grandezza della storia americana", una scelta precisa, in aperto contrasto con il messaggio dei democratici sul declino dell'impero. L'idea della Casa Bianca e di Gettysburg fa andare al loro posto le tessere del mosaico, è la scena giusta per questo tipo di sceneggiatura.Trump punta sull'economia, anche questo va in contrasto con la narrazione da Armageddon di Biden e Harris. Una conferenza stampa alla Casa Bianca e 6 tweet con relativi grafici sulla ripresa dell'economia e il lancio di un video sulla riapertura e il "boom" sono eloquenti, il racconto si basa su tre "erre", una ripresa della dottrina sulla costruzione di uno Stato: "Renewing", "Restoring", "Rebuilding" e un finale da Broadway: "And the best is yet to come", il meglio deve ancora arrivare. Il video a meno di 24 ore dal lancio ha 1,2 milioni di visualizzazioni. La campagna repubblicana è sul "fare", sul "Made in America", il programma della convention secondo Fox News avrà ogni giorno la sua "Terra": della promessa, dell'opportunità, degli eroi e della grandezza. La corsa alla Casa Bianca è il contrasto di queste visioni, una terra di opposti che non si incontrano mai, il racconto dem del disastro di un paese trumpiano, la narrazione del successo dell'America guidata dal presidente. Chi vincerà? Il resto è cronaca, il giorno dopo giorno in cui bisogna stare in campo e schiacciare tutte le palle. Così Trump mette a segno un colpo di politica estera importante, è il mediatore di uno storico accordo tra Israele e Emirati Arabi Uniti, conferma di aver giocato bene una partita lunga con Gerusalemme e l'Arabia Saudita, nella logica del contenimento dell'Iran (e della Turchia) e nel tentativo - per quanto possibile in quell'area del mondo - di separare i gruppi armati dalle élite politiche. Ma non sarà questo a dargli l'energia per recuperare il distacco, la politica estera non è il primo punto nell'agenda degli elettori americani, secondo l'ultimo sondaggio di Pew Research (13 agosto), questa è la lista delle priorità per gli elettori americani: La politica estera è al sesto posto, al primo c'è l'economia (79% degli intervistati, prima spia rossa accesa), seguita dalla Sanità, dalle nomine alla Corte Suprema (l'altro giocatore invisibile presente in queste elezioni), il coronavirus (seconda spia rossa accesa, non è al primo posto e questo dovrebbe essere visibile sul radar dei Democratici), la criminalità. L'America vota con il portafoglio in mano, il resto viene dopo, molto dopo. Sorprese? Ci saranno. Trump è il "Commander in Chief", probabilmente farà un annuncio ufficiale sul dimezzamento delle truppe in Afghanistan (ci sono problemi con il capo del Pentagono Mark Esper, ma lo stesso segretario alla Difesa ha anticipato il taglio delle truppe qualche giorno fa), gli ordini esecutivi sull'economia e l'immigrazione sono un pulsante sulla scrivania del presidente. Un accordo con la Cina sul commercio è sempre possibile (si terrà domani, 15 agosto, il nuovo vertice sulla Fase 1, in videoconferenza ci saranno il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, e il vice premier cinese Liu He), nonostante la tensione sia alta e Richard Haass, presidente del Council on Foreign Relations, scriva su "Project Syndicate" che "la buona notizia è che la guerra fredda con la Cina non è inevitabile, quella cattiva è che le possibilità di una seconda guerra fredda siano più alte oggi di quanto lo fossero un mese fa".Attenzione alle mosse del segretario della Giustizia, William Barr. Ci saranno novità sul fronte della contro-inchiesta sulle origini del Russia-gate. Barr in un'intervista su Fox News ha detto che sono in arrivo importanti elementi sull'inchiesta condotta da John Durham. "Non farà tremare la terra", ha detto Barr, ma arriveranno fatti nuovi su quel che è successo nella campagna presidenziale del 2016 e all'inizio della presidenza Trump nel 2017. "Ci saranno sviluppi, significativi sviluppi, prima del voto". Contro-inchiesta a orologeria? Questo lo diranno certamente i democratici, Barr anticipa la tempesta: "Ciò che detta i tempi sono gli sviluppi del caso". Viene in mente una frase di Mark Twain: "Con l'opportuna ambiguità risolveremo tutti i vostri problemi".

  • Al via in Afghanistan la liberazione di 400 prigionieri talebani
    by Agi on 14 August 2020 at 12:54

    AGI - Le autoritè afghane hanno avviato la liberazione di 400 prigionieri talebani, l'ultimo ostacolo nei negoziati di pace a lungo ritardati tra le due parti in guerra, anche se il presidente Ashraf Ghani ha avvertito che i quattrocento detenuti rappresentano un "pericolo per il mondo". Il governo afghano e i talebani si incontreranno pochi giorni dopo il completamento del rilascio dei prigionieri, con una mossa che ha suscitato una condanna diffusa dopo che è emerso che molti dei detenuti erano coinvolti in attacchi che hanno ucciso decine di afghani e stranieri. La pace ha un costo e con questo comunicato "stiamo pagando la rata più grande, il che significa che la pace avrà delle conseguenze", ha avvertito il presidente afghano durante una videoconferenza organizzata da un centro di analisi di Washington specializzato in relazioni estere. Il rilascio di "criminali incalliti" e trafficanti di droga "potrebbe rappresentare un pericolo per noi, per gli Stati Uniti e per il mondo", ha aggiunto. Un gruppo di 80 prigionieri è stato rilasciato ieri, ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Javid Faisal. La mossa "accelera gli sforzi per colloqui diretti e un cessate il fuoco duraturo a livello nazionale", ha twittato.   

  • Scontro navale Turchia-Grecia nell'Egeo, "urtata una fregata di Atene"
    by Giuseppe Di Donna on 14 August 2020 at 12:04

    AGI -  Nuova escalation nel braccio di ferro nel Mediterraneo orientale tra Turchia e Grecia: un confronto diretto tra navi da guerra dei due Paesi si è verificato nelle acque a est dell'isola di Rodi. L'incidente risale a mercoledì ma se ne è avuta notizia solo oggi. Secondo la versione turca, la fregata greca Limnos ha compiuto una manovra di disturbo nei confronti della nave da esplorazione turca Oruc Reis, impegnata in attività di prospezione energetica all'interno della Zona economica esclusiva (Zee) greca non riconosciuta da Ankara. Sarebbe a questo punto intervenuta la nave turca di scorta Kemal Reis, che ha fronteggiato la fregata greca, urtandola, danneggiandola e costringendola al rientro.     La versione di Atene Secondo il giornale greco Ekatemirini, invece, vi è stata una collisione dovuta apparentemente ad un errore di manovra della nave da guerra turca, che avrebbe riportato i danni maggiori. L'incidente è stato inserito nel dossier che il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, presenta oggi al Consiglio straordinario per gli affari Esteri dell'Ue convocato dal capo della politica estera, Josep Borrell, su richiesta proprio di Atene.  Ankara all'attacco Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha scritto ai colleghi dell'Unione per denunciare "atti unilaterali e alleanze di Grecia e Cipro che hanno escluso la Turchia". Per il ministro di Ankara l'accordo marittimo tra Grecia ed Egitto "viola le piattaforme continentali di Turchia e Libano" e "dimostra la riluttanza di Atene ad avviare un dialogo onesto con la Turchia". Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha rivendicato l'incidente come una risposta di Ankara alla minaccia della Marina greca. "Lo avevamo detto, se ci attaccano pagheranno un prezzo altissimo. Oggi hanno avuto la prima risposta", ha commentato. Fonti diplomatiche greche sostengono tuttavia che la rivendicazione di Erdogan serva solo a giustificare gli "ingenti danni riportati dalla nave turca".   Diplomazia e manovre militari  Nel frattempo, si moltiplicano gli sforzi diplomatici per allentare le tensioni innescate dalla presenza della Turchia nell'area al largo dell'isola greca di Kastellorizo, con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in contatto sia con il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, che con Erdogan.  Mitsotakis ha trovato però un fedele alleato nel presidente francese, Emmanuel Macron, che ha anche mosso navi e caccia per avvicinarle di più alle acque agitate - politicamente - dell'Egeo. Ieri due Mirage 2000 e una fregata della Marina di Parigi hanno condotto manovre militari congiunte con la Grecia al largo dell'isola di Creta.

  • Perché Fortnite ha fatto causa ad Apple
    by Agi on 14 August 2020 at 11:16

    AGI - Il creatore del videogioco Fortnite ha fatto causa alla Apple per il modo in cui gestisce il suo App store, accusando il gigante di Cupertino di esercitare il potere di monopolio. Epic Games ha chiesto a un giudice federale di ordinare ad Apple di interrompere la sua "condotta anticoncorrenziale" e di annullare le regole del gigante tecnologico che richiedono agli sviluppatori di app di pagare il 30% delle transazioni per fare affari su App Store. La causa è stata intentata lo stesso giorno in cui Apple ha ritirato Fortnite dal mercato online, dopo che Epic ha aggiunto un sistema di pagamento che consentiva alle transazioni dei giocatori di bypassare il sistema App Store, risparmiando denaro nel processo. "Apple è diventata ciò che una volta criticava: il gigante che cerca di controllare i mercati, bloccare la concorrenza e soffocare l'innovazione - viene sostenuto nella causa - Apple è più grande, più potente, più radicata e più perniciosa dei monopolisti del passato", sostiene Fortnite che ha annunciato la causa con un video parodia della Apple. L'azienda fondata da Steve Jobs è stata al centro negli ultimi mesi di numerose critiche per il forte controllo che esercita sull'app store, che è l'unico modo per acquisire le app sui suoi popolari dispositivi mobili. Il gigante della Silicon Valley sostiene che la sua posizione è necessaria per mantenere le applicazioni e i loro utenti al sicuro da hacker e truffatori, affermando che la commissione del 30% che applica sulle transazioni è legittima per prendersi cura dello store. Tuttavia, Epic accusa Apple di limitare irrazionalmente il commercio. Epic ha anche precisato di non volere denaro o un trattamento favorevole, ma chiede invece al tribunale la regola dell'App Store venga modificata per tutti gli sviluppatori. Fortnite è stato scaricato da circa 350 milioni di persone in tutto il mondo dal suo lancio nel 2017, con giocatori che devono sopravvivere alla ricerca di armi e risorse eliminando i loro concorrenti nel mondo virtuale. "Apple impone restrizioni irragionevoli e illegali per monopolizzare completamente entrambi i mercati e impedire agli sviluppatori di software di raggiungere più di un miliardo di utenti dei loro dispositivi mobili a meno che non passino attraverso un unico negozio controllato da Apple", sostiene chi ha promosso la causa.

  • Il vaccino americano "pronto nel 2021", dice la vice di Fauci
    by Agi on 14 August 2020 at 7:06

    AGI - "Prima di gennaio sarà dura avere il vaccino, anche se sei aziende hanno già cominciato a produrre le dosi". Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera Cristina Cassetti, vicedirettrice della Division of Microbiology and Infectious Diseases che fa capo al Niaid, l'istituto di ricerca sulle allergie e le malattie infettive, con sede a Washington e guidato da Anthony Fauci. Cassetti racconta che si sta "seguendo lo sviluppo di 7 progetti. Quelli delle aziende Moderna e Pfizer sono appena entrati nella Fase 3 della sperimentazione, cominciando a reclutare volontari. L'obiettivo è arrivare a circa 30 mila. Ci vorrà un po' di tempo. Diciamo da qui alla fine di settembre, almeno. Ma c'è un passaggio importante da tenere presente. I test avranno senso quando saranno condotti su un certo numero di positivi. Altrimenti non sarà possibile verificare l'efficacia del vaccino".  Al quotidiano che le chiede quanti siano i positivi su 30 mila volontari, la vicedirettrice del Dmid risponde che si tratta di un "dato riservato" ma in ogni caso "posso dire qualche centinaio. In questo momento si stanno cercando persone in 100 luoghi diversi degli Stati Uniti, quelli più colpiti". Quanto all'annuncio dato invece dal presidente russo Putin sul vaccino, Cassetti precisa: "Non ne sapevamo nulla, poiché i dati non sono stati pubblicati. Lo abbiamo letto anche noi sui giornali. E non sono a conoscenza di contatti tra scienziati del nostro Istituto, il Nih, e russi. Ho visto che hanno testato il vaccino su 76 persone. Mi sembra un numero troppo limitato per poter essere certi che sarà efficace e che si possano escludere effetti collaterali". 

  • Accordo di pace fra Israele ed Emirati Arabi: "sospeso" il piano di annessione dei territori palestinesi 
    by Agi on 14 August 2020 at 6:10

    AGI - Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto "un accordo storico di pace per la piena normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi" che, secondo Abu Dhabi, ferma l'annessione dei territori della Cisgiordania. Ma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, pur sottolineando la "giornata storica", ha precisato che l'annessione "non è stata cancellata ma solo rinviata".  La posizione di Donald Trump Per il presidente americano, Donald Trump, è "una svolta enorme" e gli sceicchi degli emirati lo definiscono un "passo audace" per la pace nella regione. Così viene presentato l'accordo che sigla non solo la pace e la piena normalizzazione tra i due Paesi ma congela anche la tanto contestata annessione da parte di Israele dei territori della Cisgiordania. E protagonista del successo diplomatico è il presidente americano che ha dato per primo la notizia pubblicando la nota congiunta in un tweet. E per capitalizzare il traguardo diplomatico anche in campagna elettorale ha annunciato che "la firma si terra nelle prossime settimane con una cerimonia alla Casa Bianca". Non è tutto. Ha anche promesso che, "se rieletto", porterà a casa "un accordo con l'Iran entro trenta giorni".  Per Trump nelle prossime settimane altri accordi di pace relativi al Medio Oriente potrebbero essere firmati: "Abbiamo altre cose interessanti in corso con altri Paesi, che sono anche legate agli accordi di pace - ha detto il presidente Usa - E ci saranno molte grandi novità nelle prossime settimane", dicendosi certo che la stampa ne resterà molto colpita. L'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, David Friedman, però sottolinea come il piano israeliano di annettere parti della Cisgiordania, la cui sospensione è stata annunciata in cambio del riconoscimento di Israele da parte degli Emirati Arabi Uniti, "non è stato definitivamente escluso. La formulazione è stata scelta con cura dai partiti divergenti. La 'pausa temporanea' non è esclusa in modo definitivo", ha detto  in una conferenza stampa alla Casa Bianca I raid notturni L'esercito israeliano ha annunciato un nuovo ciclo di attacchi contro le posizioni di Hamas nella Striscia di Gaza, al fine di porre fine al lancio di palloni incendiari dall'enclave palestinese. La scorsa settimana, l'esercito israeliano ha effettuato diversi attacchi notturni contro le posizioni del movimento islamista, in risposta a palloni incendiari, alcuni dei quali hanno scatenato roghi nel sud di Israele. Questi attacchi arrivano poche ore dopo l'annuncio di un accordo per normalizzare le relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, criticato dai palestinesi, inclusi gli islamisti Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, un'enclave impoverita di due milioni di persone. Inoltre ieri dopo gli attacchi notturni, un missile inesploso è stato trovato poco prima dell'inizio delle lezioni in una scuola amministrata dall'ONU nella Striscia di Gaza, secondo fonti locali e ONU che non hanno segnalato feriti. La bocciatura dei palestinesi e di Hamas Tornando al Medio Oriente, l'iniziativa non piace però ai palestinesi. Al momento si sono espressi Hamas, la Jihad islamica, i comitati di resistenza e l'Olp che l'hanno definita "un'iniziativa che non serve alla causa palestinese".  Per Hamas "incoraggia l'occupazione a negare i diritti del popolo palestinese". Secondo la Resistenza di Gaza, "l'accordo rivela le dimensioni della cospirazione contro il popolo palestinese, ed è una pugnalata infida e velenosa alle spalle della nazione". Bocciatura anche da parte dell'Autorità nazionale palestinese: "è un passo per far saltare in aria l'Iniziativa per la pace araba e le decisioni dei vertici arabi e islamici, e la legittimità internazionale, come un'aggressione contro il popolo palestinese, e per trascurare i diritti e i luoghi sacri palestinesi, in particolare Gerusalemme e lo Stato palestinese indipendente ai confini del 4 giugno 1967", scrive l'Anp in una nota.  Lo scacchiere diplomatico L'iniziativa fa degli Emirati il primo Stato del Golfo a normalizzare i rapporti con Tel Aviv e il terzo Paese arabo con cui Israele intrattiene relazioni diplomatiche dopo gli accordi di pace con Egitto e Giordania.  Il controverso piano di Trump, presentato a gennaio, offriva a Israele la possibilità di annettere territori e insediamenti ebraici in Cisgiordania, considerati illegali dal diritto internazionale. "Un'enorme svolta", ha twittato il capo della Casa Bianca, definendolo un "accordo di pace storico tra i nostri due grandi amici". Israele ha accettato di "porre fine all'ulteriore annessione dei territori palestinesi" come parte del piano per normalizzare le relazioni, ha twittato il principe ereditario di Abu Dhabi. "Un passo audace verso la soluzione a due Stati", ha aggiunto.  "La nostra politica di annessione della Cisgiordania non è cambiata, in accordo con Washington. C'è stata una chiara richiesta di temporeggiare nell'annessione ma non è stata cancellata dall'ordine del giorno", ha precisato il premier israeliano, Netanyahu. "Non ho tolto e non voglio togliere la sovranità sulla Cisgiordania dall'ordine del giorno. Come ho portato la pace con uno Stato arabo, porterò la sovranità. Non rinuncerò al nostro diritto sulla nostra terra", ha chiarito. Tuttavia anche Netanyahu esulta per l'accordo. "Abbiamo scelto una strada di pace per la pace. Gli Emirati investiranno in Israele ed è un fatto importante per la nostra economia", ha spiegato. Inoltre, "la collaborazione sarà ampia in tutti i campi, da quello diplomatico a quello turistico". E il leader del Likud punta a convincere "tanti altri Stati arabi e islamici a unirsi all'accordo". Ed è probabile che già la prossima settimana i leader dei due Paesi si incontrino a Gerusalemme. Da parte sua, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, alleato sia di Abu Dhabi che di Washington, ha accolto con favore il compromesso annunciato. Negli ultimi anni Israele ha sviluppato una cooperazione informale con economie regionali come il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita, con cui cerca di normalizzare le sue relazioni. 

  • I dati di Usa e Brasile. Lo scontro sulla "quarantena" tra Londra e Parigi. Le ultime news
    by Agi on 14 August 2020 at 5:09

    AGI - Gli Stati Uniti hanno raggiunto ieri la cifra di 5.244.238 casi confermati di Covid-19 e d 167.029 decessi, con 52.549 infezioni in più rispetto a mercoledì e 1.120 nuovi decessi, secondo il conteggio indipendente della Johns Hopkins University. Nonostante non sia più lo Stato con il maggior numero di contagi, New York rimane comunque il più colpito in termini di morti negli Stati Uniti con 32.805, più che in Francia o Spagna. Nella sola "Grande Mela" sono morte finora 23.610 persone. Segue il New Jersey con 15.893, la California con 10.813, il Texas con 9.771 e la Florida con 8.913. Altri Stati con un numero elevato di vittime sono il Massachusetts con 8.751, l'Illinois con 7.904, la Pennsylvania con 7.395 o il Michigan con 6.554. In termini di infezioni, la California ha 594.810 casi, seguita dalla Florida con 557.137 e dal Texas con 530.639. Il bilancio provvisorio delle vittime - 167.029 - ha già superato di gran lunga il limite inferiore delle stime iniziali della Casa Bianca, che nel migliore dei casi prevedeva tra 100.000 e 240.000 morti a causa della pandemia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha abbassato quelle stime ed era fiducioso che la cifra finale sarebbe stata più compresa tra 50.000 e 60.000 morti, anche se in seguito ha previsto fino a 110.000 morti, un numero però che è stato anch'esso superato. Da parte sua, l'Institute for Health Metrics and Evaluations (IHME) dell'Università di Washington, i cui modelli per prevedere l'evoluzione della pandemia sono spesso fissati dalla Casa Bianca, calcola che per le elezioni presidenziali del 3 novembre Gli Stati Uniti avranno superato i 250.000 morti e entro il 1 dicembre si arriverà a quota 295.000. Gli Stati Uniti hanno annunciato che sospenderanno i voli charter privati per Cuba, rafforzando la loro offensiva per appesantire le fonti di cambio dell'Avana e aumentando la pressione sull'economia dell'isola. Il capo della diplomazia statunitense, Mike Pompeo, ha annunciato di aver chiesto al Dipartimento dei trasporti di sospendere i voli privati per tutti gli aeroporti dell'isola caraibica. "La sospensione dei charter privati toglierà risorse economiche al regime di Castro", ha detto il diplomatico in un comunicato, in un momento in cui l'economia dell'isola sta soffrendo in pieno l'impatto della pandemia di coronavirus. Il governo cubano ha reagito attraverso Carlos Fernàndez de Cossìo, direttore per gli Stati Uniti del ministero degli Esteri cubano, respingendo il provvedimento e affermando che ha "scarso impatto pratico". Pompeo ha indicato che l'amministrazione del presidente Donald Trump continuerà a tagliare le entrate che il governo cubano ricava dalle tasse di atterraggio, dalle prenotazioni negli hotel di proprietà statale e da altri input legati al turismo. Questo annuncio arriva a meno di tre mesi dalle elezioni negli Stati Uniti, in cui è fondamentale il risultato in Florida, baluardo di cubani contrari al governo dell'Avana. Il ministero degli Esteri cubano ha denunciato che "il provvedimento cerca di soddisfare la macchina politica elettorale del sud della Florida". Il provvedimento riguarda tutti i voli charter privati tra gli Stati Uniti e gli aeroporti dell'isola, ad eccezione di quelli per uso medico, ricerca e altri generi considerati di interesse per gli Stati Uniti. Messico e Brasile Più di 500.000 persone sono state infettate dal coronavirus in Messico. Lo ha annunciato Josè Luis Alomia, direttore di epidemiologia presso il Ministero della Salute, durante di una conferenza stampa. Il Messico con poco più di 55mila morti è terzo nella classifica per numero di decessi.  Il Brasile ha confermato 1.262 nuovi decessi e 60.091 nuove infezioni da coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il numero totale di morti a 105.463, in un momento in cui il Paese si prepara a riaprire questo sabato la sua principale attrazione turistica, il Cristo Redentore. Lo ha riferito il Ministero della Salute. Secondo l'ultimo bollettino epidemiologico ufficiale, i casi ammontano ora a 3.224.876 e confermano la diffusione ancora accelerata della pandemia in Brasile, il secondo Paese più colpito al mondo e che ha superato i 100.000 morti la scorsa settimana. Fatto che condivide solo con gli Stati Uniti. Sottolineato inoltre che l'emergere del Covid-19 non mostra ancora segni di tregua nel gigante sudamericano, dal momento che i decessi sono rimasti sopra i mille al giorno dalla fine di maggio e le infezioni continuano ad avanzare. Il ministero della Salute ha inoltre riferito che 2.356.640 persone sono già guarite dalla malattia, pari al 73% del totale infetto, mentre altri 762.773 pazienti sono ancora sotto controllo medico. Scontro per la "quarantena" tra Francia e Gran Bretagna Ripristinata la quarantena per chi arriva nel Regno Unito da Francia e Paesi Bassi. Decisione presa a causa dell'aumento del numero di casi di Covid-19 in questi due Paesi. La misura riguarda anche gli arrivi da Monaco e Malta, oltre a Turks & Caicos e Aruba, ha sottolineato su Twitter il ministro dei Trasporti britannico Grant Shapps. "Se arrivi nel Regno Unito dopo le 04:00 (03:00 GMT) di sabato da questi luoghi, dovrai metterti in isolamento per 14 giorni", ha aggiunto. Questa misura potrebbe causare un massiccio ritorno di circa 500.000 turisti britannici attualmente in vacanza in Francia. Il Regno Unito ha inizialmente imposto una quarantena globale a tutti i visitatori in arrivo sul suo territorio, poi ha esentato alcuni Paesi da questa misura in base all'incidenza del virus in essi. A luglio però Londra aveva reintrodotto la quarantena per i viaggiatori dalla Spagna, cogliendo di sorpresa le compagnie aeree e migliaia di britannici in vacanza nel Paese iberico. Il governo britannico ha fatto lo stesso la scorsa settimana per Andorra, Belgio e Bahamas. Il Regno Unito è il Paese con il maggior numero di morti in Europa a causa della pandemia, con oltre 41.000 vittime.  La Franca si rammarica della decisione britannica di ripristinare la quarantena per i viaggiatori provenienti dal Paese transalpino a causa di un aumento dei contagi da coronavirus e annuncia che imporrà una "misura di reciprocità". Lo ha fatto sapere il segretario di Stato responsabile degli affari europei, Clement Beaune. "Una decisione britannica di cui ci rammarichiamo e che porterà a una misura di reciprocità, sperando in un ritorno alla normalità il prima possibile", ha scritto Beaune sul suo account Twitter. 

  • Dalle mascherine al lockdown, così il mondo reagisce a ritorno contagi
    by Veronique Viriglio on 13 August 2020 at 16:18

    AGI - La pandemia di Covid-19 ha ucciso 750 mila persone nel mondo e ne ha contagiate 20,6 milioni, ma ora a far paura è il recente rimbalzo dei contagi che fa temere una possibile seconda ondata, spingendo molti governi a varare nuove restrizioni igienico-sanitarie. Obbligo di mascherina per strada, nuove chiusure, divieti e restrizioni tornano in vigore in un numero sempre crescente di Paesi, in America latina, Europa, Medio Oriente e Asia.   America Latina  L'America Latina e i Caraibi sono la regione più colpita al mondo, con in testa il Brasile e i suoi 104.201 morti, seguito dal Messico, a quota 54.666. In Perù, terzo Paese della triste classifica con oltre 22 mila decessi e un record di 8.875 casi nelle ultime 24 ore, il governo ha decretato il confinamento domenicale per impedire le riunioni di famiglia, diventate la prima causa di contagio. In Venezuela lo stop ai voli commerciali è stato prorogato per il quinto mese consecutivo: un provvedimento che rientra nello stato di allerta decretato dal presidente Nicolas Maduro, mentre continua il confinamento in vigore dal 16 marzo. Europa  In Belgio, nei 19 comuni della regione di Bruxelles è obbligatorio indossare mascherine protettive anti-Covid. Un provvedimento già vigente dallo scorso 11 luglio nella maggior parte dei luoghi pubblici, ma ora esteso all'intero territorio regionale quale tentativo di arginare il rimbalzo dei nuovi contagi giornalieri, oltre 50 ogni 100 mila abitanti, quindi 600 persone colpite ogni 24 ore su una popolazione di circa 1,2 milioni di abitanti. In Francia decine di città tra cui Lione, Bordeaux, Marsiglia, Lille, Tolosa e Nizza, hanno introdotto l'obbligo di indossare la mascherina per strada. Un provvedimento che riguarda anche alcuni quartieri di Parigi. La maratona della capitale, prevista per il 15 novembre, è stata annullata, mentre il divieto di raduni di oltre 5 mila persone è stato prorogato fino al 30 ottobre. I ministri dell'Economia e del Lavoro hanno avviato consultazioni con i vari settori di attività per cercare di generalizzare più possibile l'uso della mascherina sul posto di lavoro. In Finlandia il governo consiglia ai suoi cittadini per la prima volta di usare le mascherine e di tornare al telelavoro quando possibile. L'attuale legislazione non consente di obbligare la popolazione a indossare mascherine e per questo l'esecutivo della premier Sanna Marin, si è limitato a raccomandare ai cittadini di utilizzarle nei trasporti pubblici nei luoghi dove non è possibile mantenere una distanza minima di sicurezza. In Germania, a Berlino, le autorità hanno chiuso in via precauzionale una scuola della capitale. Le lezioni sono ricominciate appena lo scorso lunedì, senza la distanza minima di 1,5 metri ma con l'obbligo della mascherina in tutti gli edifici scolastici, anche se non durante le lezioni. A preoccupare, di fronte all'incremento del numero di casi registrato negli ultimi giorni, è il fatto che sono soprattutto i giovani a contagiarsi con il coronavirus, in questa sorta di "seconda fase" della pandemia. Il governo tedesco ha poi inserito Bucarest e alcune regioni della Romania nell'elenco delle zone considerate ad alto rischio Covid, costringendo il ministro del Lavoro a cancellare una visita nella capitale rumena. In Grecia, almeno fino al 17 agosto, sull'isola di Poros, vicina ad Atene, vige un coprifuoco notturno per tutti i ristoranti e i bar e il divieto a tenere fiere e mercati all'aperto. Inoltre sono vietati assembramenti con più di 9 persone, anche all'interno delle abitazioni, è obbligatorio indossare le mascherine. Misure prese anche nell'ambito della "settimana del risveglio" sul Covid-19 decise nei giorni scorsi dal governo, dopo un costante aumento delle infezioni. In Scozia, nella città di Aberdeen, pub e ristoranti sono chiusi dalle 17 locali mentre i residenti non possono allontanarsi oltre gli 8 chilometri da casa. Le misure varate dalla premier Nicola Sturgeon sono un tentativo di contenere un nuovo focolaio. In Spagna le autorità della Galizia e delle Canarie hanno imposto il divieto di fumare negli spazi aperti - sia per le strade che in terrazza dei locali - se la distanza di sicurezza di almeno due metri non potrà essere garantita. Medio Oriente  Da oggi e per i prossimi sette giorni la Giordania lascerà chiuso il principale valico di frontiera terrestre con la Siria, quello di Jaber. Una decisione presa dal ministro degli Interni sulla base delle raccomandazioni di un comitato governativo che supervisiona i confini e gli aeroporti. Il recente picco nella trasmissione locale di casi di Covid-19 è stato imputato al vicino settentrionale. In Turchia, dove ogni giorno si registra oltre un migliaio di nuovi casi, è slittata di un mese la riapertura di scuole e università, prevista per il 31 agosto. A quella data la didattica a distanza sarà la norma e le autorità sperano in un ritorno progressivo in aula dal 21 settembre, solo se la situazione sanitaria migliorerà. Asia e Oceania In Australia, il confine del Territorio del Nord resterà chiuso ai visitatori provenienti da altre zone del Paese colpite dal coronavirus per altri 18 mesi, almeno fino al 2022. Una restrizione varata da Michael Gunner, governatore dello Stato più disabitato e più fragile dell'Australia, anche per tutelare le storiche comunità aborigene. In Nuova Zelanda, per circoscrivere il crescente focolaio di Auckland, la più grande città del Paese è confinata per tre giorni, ma la premier Jacinda Arden potrebbe prorogare il lockdown e decretare il massimo livello di emergenza. A causa dell'insorgere del nuovo focolaio potrebbero anche slittare le elezioni legislative previste per il 19 settembre. La Corea del Nord - che finora non ha ufficialmente registrato alcun caso di Covid-19 sul proprio territorio - ha rafforzato le misure igienico-sanitarie: maggiori controlli della temperatura, mascherine e soluzioni idroalcoliche messe a disposizione degli utenti dei trasporti pubblici a Pyongyang. 

 

 

MOTORI

Le potenzialità dei social network:

I social network rappresentano per l'azienda un canale di comunicazione da cui non si può prescindere per poter attuare una strategia efficace.

Comprendere le dinamiche relazionali del settore turistico nel web.

Con l’avvento degli smartphone e dei tablet non è più necessario dover accendere il computer, aspettare il caricamento e finalmente accedere ad internet. È sufficiente avere uno smartphone o un tablet con sé per essere connessi. I social network hanno rivoluzionato i normali processi di interazione con soggetti e organizzazioni, offrendo la possibilità di interagire e creare engagement, raggruppando persone che condividono interessi e attività in spazi virtuali che determinano scelte concrete in luoghi reali. Attualmente, nel settore turistico, il networking sta modificando la catena relazionale della domanda e dell’offerta anche perché, con il web 2.0, il passaparola diventa globalmente pervasivo e incide sui processi decisionali. In alcuni casi il networking sul web sostituisce l’intermediazione classica. In altri casi funge da attività/strumento di sviluppo locale e marketing d’area, stabilendo una nuova offerta territoriale, precedentemente esclusa dagli operatori del settore turistico perché sottovalutata o non percepita.

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SENZA INFORMAZIONE LIBERA ED INDIPENDENTE NON C’E’ DEMOCRAZIA
Per quanto tenui o persino aleatorie possano essere le forme della democrazia, i cittadini, cioè il popolo degli elettori, non solo rappresenta il fondamento e la fonte unica della legittimità del potere ma svolge in essa a tutti gli effetti il ruolo di uno degli organi dello Stato.
Se il popolo quindi non dispone degli strumenti plurimi, diversificati e se questi strumenti non sono anche corretti ed adeguati, questo “organo dello Stato”, fondamento dell’autorità di tutti gli altri, non potrà identificare le scelte più opportune per l’insieme della collettività.
La manipolazione della informazione e la conseguente manipolazione della pubblica opinione trasforma i più aberranti interessi particolari in “interesse pubblico”. In questa situazione la democrazia non esiste più ed il suo pagliaccesco simulacro non riproduce nessuno dei vantaggi.
Secondo Robert Dahl una informazione libera ed indipendente, “non è solo parte della
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