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Economia

  • Il Pil dell'Eurozona è calato del 12,1% nel secondo trimestre
    by Agi on 14 August 2020 at 10:35

    AGI - Il Coronavirus e le misure prese dagli stati europei per frenarne la diffusioni hanno affossato il pil dell'area euro nel secondo trimestre, con un calo, rispetto a quello precedente, del 12,1%. A certificarlo è Eurostat,  che evidenzia anche un calo dell'11,7% del prodotto interno lordo dell'Unione Europea. Si tratta dei cali più ampi dal 1995, quando ha inizio la serie storica. Considerato che nel primo trimestre c'era già stata una contrazione dell'economia del 3,6% nell'area euro e del 3,2% nell'Ue, l'Europa è ufficialmente in recessione.  Gli effetti su occupazione e commercio Una frenata simile del Pil si fa sentire anche sulle dinamiche del mondo del lavoro: il numero di occupati nell'area euro è sceso nel secondo trimestre del 2,8% rispetto al primo trimestre, mentre nell'intera Ue il calo è stato del 2,6%; nei primi tre mesi dell'anno il tasso di occupazione era sceso rispettivamente dello 0,2 e dello 0,1%.  Sul fronte delle esportazioni, invece, a giugno 2020 le misure di contenimento del Covid-19 messe in atto dagli Stati europei continuano hanno continuato ad avere un impatto significativo sul commercio internazionale, anche se "ci sono segni di miglioramento sul mese precedente". La prima stima di Eurostat per l'export dell'area euro a giugno parla di un calo del 10% sullo stesso mese del 2019 a quota 170 miliardi. In calo del 12,2% le importazioni, pari a 149,1 miliardi. Con queste dinamiche l'Eurozona ha registrato 21,2 miliardi di surplus commerciale con in resto del mondo in lieve aumento sui 19,4 miliardi del giugno 2020. Il commercio all'interno dell'area euro è calato a 150,6 miliardi a giugno, con un calo del 7,3% sullo stesso mese del 2019.  I dati Bankitalia su debito ed entrate tributarie Sul fronte italiano da registrare i dati pubblicati dalla Banca d'Italia sul debito pubblico e sulle entrate nei primi sei mesi dell'anno. A fine giugno il debito delle Amministrazioni pubbliche era pari a 2.530,6 miliardi, con un incremento di 20,5 miliardi rispetto al mese precedente che riflette sostanzialmente il fabbisogno del mese (20,6 miliardi). Il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 21,7 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 1,2 miliardi e quello degli Enti di previdenza e' rimasto sostanzialmente stabile. Rispetto al mese precedente, la vita media residua del debito è rimasta costante a 7,3 anni e la quota del debito detenuta dalla Banca d'Italia è aumentata di 0,7 punti percentuali, al 19,2 per cento. Con la sospensione di alcuni versamenti fiscali disposta dai decreti approvati a partire dal mese di marzo e del peggioramento del quadro macroeconomico legata alla pandemia da Coronavirus, rallentano invece le entrate tributarie. A giugno quelle contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 26,2 miliardi, in diminuzione del 19,9 per cento (-6,5 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2019. Nei primi sei mesi del 2020 le entrate tributarie sono state pari a 169,9 miliardi, in diminuzione del 10,3 per cento (-19,4 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 

  • Arriva la 'bollinatura' della Ragioneria generale per il decreto agosto
    by Agi on 14 August 2020 at 6:32

    AGI -  La Ragioneria generale dello Stato ha 'bollinato' il Decreto Agosto, che contiene misure per 25 miliardi per far fronte alla crisi innescata dalla pandemia. Nel testo definitivo il numero di articoli sale a 115. Tra le novità, la contro garanzia dello Stato nei confronti della Federazione Italiana Sport Invernali nel caso dovessero saltare per l'emergenza Covid i mondiali di sci di Cortina 2021, misure "a sostegno dello Sviluppo e dell'occupazione" dell'Arsenale militare di Taranto e poi 20 milioni di fondi in più per il servizio civile, oltre a misure ad hoc indirizzate agli studenti universitari fuori sede che per colpa della pandemia rischiano di perdere le borse di studio. Nel provvedimento restano, dopo le polemiche, i nuovi poteri Consob in caso di passaggi di partecipazione nei gestori di mercati regolamentati.  I capitoli lavoro e tasse Sul fronte del lavoro, vengono confermate le settimane aggiuntive di Cig, come anche il blocco dei licenziamenti, con le imprese potranno licenziare solo al termine della cassa Covid, prorogata di 18 settimane, o dei 4 mesi di sgravi contributivi alternativi. Inoltre, nella relazione tecnica che accompagna il dl viene spiegato che i già previsti sgravi contributivi di sei mesi al 100% per neoassunti e trasformazioni a tempo indeterminato puntano a ottenere "410.500 nuove assunzioni" da qui a fine anno. E ancora: le tasse, i contributi, le ritenute e l'Iva sospesi per i mesi di marzo, aprile, maggio potranno essere pagati per il 50%, senza applicazione di sanzioni o interessi, in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino a 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre. Il restante 50% potra' essere corrisposto, senza sanzioni e interessi, con una rateizzazione per un massimo di 24 rate mensili di pari importo. Previsto anche lo stop alla riscossione delle cartelle fino al 15 ottobre. Sospese nel 2020 anche Tosap e Cosap per l'occupazione degli spazi pubblici. Nuova tranche, poi, del reddito d'emergenza con una quota una tantum, da 400 a 800 euro, e la possibilità di domanda all'Inps fino al 15 ottobre. Arriva anche un Fondo per la formazione delle casalinghe da 3 milioni l'anno a partire dal 2020. Resta la dote di 600 milioni per sostenere la ristorazione italiana, con il contributo a fondo perduto per gli acquisti 100% made in Italy, di cui potranno usufruire 125.000 imprese che valorizzeranno "la materia prima del territorio".  La sanatoria per le spiagge e i fondi per la sanità Presente anche la sanatoria per le concessioni spiagge: bar, chioschi, ristoranti, e tutti quegli immobili con destinazione commerciale che, in quanto ritenuti di difficile rimozione, al termine del primo periodo di concessione sono stati acquisiti al pubblico demanio dello Stato, potranno chiudere i contenziosi saldando solo il 30% del dovuto in un'unica soluzione o pagando il 60% rateizzato fino a un massimo di 6 anni. Nel corposo capitolo 'sanitario' restano i fondi per smaltire le liste d'attesa delle attività che sono state rimandate a causa del Covid. Anche a fronte del maggiore impegno del personale sanitario, sono stati più che triplicati i fondi per il bonus babysitter dedicato alla categoria, che ora vale oltre 236 milioni di euro.  Per Consob nuovi poteri sugli azionisti di Borsa Confermati anche i nuovi poteri previsti per Consob in caso di passaggi di partecipazione nei gestori di mercati regolamentati. L'articolato prevede che chiunque intenda acquisire o cedere quote del 10, 20, 30, 40 o 50% o il controllo del gestore del mercato o della società che lo controlla dia comunicazione preventiva alla Consob. La Commissione potrà valutare anche la qualità del potenziale acquirente e la solidità finanziaria del progetto di acquisizione.

  • "Non si può forzare il mercato del lavoro", spiega Confindustria
    by Elisa Trincia on 14 August 2020 at 5:50

    AGI - La ripresa ci sarà e si vede già da luglio, ma non si può congelare il mercato del lavoro, specialmente a fronte di cali della produzione imponenti come quelli affrontati dalle imprese in questi mesi. A spiegarlo, in un'intervista all'AGi, Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Emilia Romagna. Il blocco dei licenziamenti "Bisogna ridurre il costo del lavoro e mettere le persone in condizione di poter lavorare nelle imprese che hanno mercato e non bloccare le aziende con dei carichi di personale che non sono di fatto gestibili: forzare il mercato lavoro è molto pericoloso", sottolinea l'industriale. "Noi - aggiunge - vogliamo metterci in condizione di poter aumentare l'occupazione, però non possiamo bloccare delle aziende che hanno dei cali del 30%, del 50% di produzione mantenendo la stessa situazione occupazionale pre-covid. Anche perché ci sono delle altre società che hanno necessità di occupazione per recuperare i mesi che sono stati perduti, per rifare i magazzini". La ripresa "La ripresa è prevedibile, anche perché c'è stato un calo molto violento nei primi sei mesi. La ripesa ci sarà, la vediamo già dal mese luglio", continua parlando delle prospettive per i prossimi mesi. Per le filiere del Made in Italy legate all'export le previsioni sono "positive per il secondo semestre, con un calo ovviamente rispetto al secondo semestre del 2019, ma di ripresa comunque rispetto ai primi sei mesi dell'anno". Ottimistiche anche le prospettive per le imprese di costruzioni che hanno impegni con società private industriali che "hanno ripreso abbastanza positivamente perché stanno cercando di recuperare i quasi tre mesi di confinamento e di blocco dei lavori". Viceversa, "c'è una grande difficoltà" per quanto riguarda tutti i servizi (alberghi, bar, ristoranti) e la parte che "non è rilevantissima in termini di Pil ma molto rilevante in termini occupazionali".  Le preoccupazioni "Quello che a me preoccupa è questa ondata pseudo statalista di questo governo degli ultimi mesi e anche il pensiero sbagliato che sta sorgente nella mente di molti che arrivi tanto denaro da risolvere tutti i problemi", prosegue Ferrari. Le risorse dell'Ue arriveranno "sulla base di progetti complicati, questi sono debiti che il paese contrae in larga parte e di conseguenza il paese sarà più debole e noi come aziende saranno più deboli soprattutto nei confronti delle imprese tedesche".

  • Estate 2020, la grande fuga dei turisti stranieri dall'Italia
    by Ilaria Conti on 13 August 2020 at 16:14

    AGI - Turisti stranieri quasi assenti in Italia. Una mancata spesa di circa 13 miliardi di euro, solo nei mesi di luglio-agosto e settembre, precisamente conti alla mano 13 miliardi e 734 milioni di euro. Lo si legge in una nota di Confcommercio. Quasi l'80% in meno le presenze negli hotel a 5 stelle, in particolare mancano all'appello soprattutto i turisti stranieri (-91,2%) che per le strutture di alta gamma costituiscono la componente principale della domanda. Le città d'arte provate dal lockdown I principali habitue's degli alberghi di lusso, secondo Federalberghi-Confcommercio, provengono infatti da Stati Uniti, Giappone, Russia, Australia, Brasile e Cina. Tutti mercati chiusi da oltre 5 mesi durante i quali sono andati in fumo quasi 9 milioni di pernottamenti, circa il 40% dei flussi che questi paesi generano ogni anno verso gli alberghi a 5 stelle italiani. A soffrire di più, le città d'arte che con la loro alta percentuale di internazionalizzazione sono quelle che maggiormente richiamano i turisti del segmento lusso. Tra le grandi mete del turismo internazionale non vi sono solo capoluoghi di provincia, spiega Confcommercio. Ad esempio, Sorrento ospita ogni anno 2,4 milioni di presenze straniere, pari all'88% del totale, Stresa 480mila presenze straniere (85% del totale), Taormina (900mila, 84%) e Montecatini Terme (1,2 milioni, 73%). Se mancano i turisti tutto l'indotto crolla di conseguenza. Ristoranti in affanno La ristorazione ad esempio: secondo Fipe-Confcommercio per più di otto imprese su dieci (81,8% per la precisione) la stagione turistica sta andando male o molto male, e questo a causa soprattutto dell'assenza dei turisti stranieri (a lamentarne la mancanza è il 97,4%). La contrazione del turismo internazionale si traduce in una perdita di consumi nella ristorazione del valore di 3 miliardi di euro nei soli tre mesi di luglio, agosto e settembre. A destare le maggiori preoccupazioni tra gli operatori, particolarmente nel segmento luxury, è soprattutto la mancanza dei flussi turistici provenienti dagli Stati Uniti e dal Giappone. La crisi del made in Italy A farne le spese anche lo shopping made in Italy collegato al turismo degli stranieri che rappresenta la terza voce di spesa dopo alloggio e ristorazione, e la loro assenza si tradurra' in una perdita di 5,7 miliardi. Per intendersi, per il settore abbigliamento e accessori Federmodaitalia-Confcommercio ha registrato nel 2019 uno scontrino medio di 861 euro. Preoccupa, in particolare, la mancanza di cinesi (28%), russi (12%) e americani (11%) che, insieme, rappresentavano oltre il 50% degli acquisti. Lo scontrino medio più elevato, pari a 1.610 euro, è ad appannaggio degli acquirenti provenienti da Hong Kong. Seguono i cinesi (1.208 euro), gli americani (1.054 euro) e i turisti provenienti dai Paesi del Golfo (1.003 euro). Anche la "vicina" Svizzera contribuisce con una percentuale di acquisti sul totale del 3% (poco piu' di 200 milioni di euro), con uno scontrino medio pre-Covid di 434 euro. Milano e' al primo posto delle mete preferite dai tourist shopper con il 34% degli acquisti effettuati dagli stranieri in Italia, seguono Roma (20%), Firenze (10%) e Venezia (6%).

  • Il traffico aereo quest'anno calerà del 60 per cento
    by Agi on 13 August 2020 at 16:06

    AGI - Il traffico aereo in Europa dovrebbe diminuire di circa il 60% quest'anno rispetto al 2019, con una ripresa molto incerta a causa delle restrizioni al traffico ancora in vigore per frenare la pandemia di Covid-19. È la stima dell'International Air Transport Association (Iata). Sebbene il traffico in Europa sia aumentato negli ultimi mesi dai livelli minimi di aprile, "rimane di oltre il 50% inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno", ha affermato l'organizzazione che riunisce 290 compagnie aeree in tutto il mondo. Nel breve termine, la ripresa in Europa resta "molto incerta - osserva l'associazione - in vista di una nuova ondata di pandemia e dell'ancora maggiore impatto sull'economia globale che potrebbe avere". Per la Iata in Europa sono a rischio "oltre 7 milioni di posti di lavoro" legati al trasporto aereo, compreso il settore turistico, stima rivista al rialzo di un milione rispetto a giugno. Nel dettaglio, in Francia, Gran Bretagna e Germania il calo del traffico nel 2020 è stimato al 65%. In Spagna e in Italia al 63%. Il Paese europeo più colpito dovrebbe essere la Norvegia, con un calo previsto del 79%. La Iata stima inoltre per il 2020 a 419 miliardi di dollari il deficit a livello globale per il settore, uno dei più colpiti dalla pandemia che ha messo a terra quasi tutta la flotta mondiale al culmine della crisi. Infine, non prevede un ritorno del traffico ai livelli del 2019 prima del 2024. 

  • Mips: triennio 2020-2022 in perdita per effetto della pandemia
    by Agi on 13 August 2020 at 16:05

    AGI - Il Monte dei Paschi a causa del nuovo scenario economico creato dal Covid 19 prevede un andamento in perdita per il triennio 2020-2022, ma i ratios patrimoniali saranno comunque al di sopra dei requisiti regolamentari. Secondo quanto riporta la relazione semestrale, "al fine di tener conto dell'evoluzione dello scenario macroeconomico concretizzatosi in seguito allo scoppio della pandemia di Covid-19, la Capogruppo ha aggiornato le stime interne pluriennali (2020-2024) dei valori economici e patrimoniali. Queste stime si collocano ad un livello inferiore rispetto a quanto previsto nel Piano di Ristrutturazione 2017-2021 approvato dalle competenti autorità a luglio 2017, evidenziando un andamento in perdita per il triennio 2020-2022, ma presentano comunque valori di ratios patrimoniali al di sopra dei requisiti regolamentari". Tali stime interne pluriennali al momento non incorporano gli effetti dell'operazione Hydra per la cessione dei crediti deteriorati, che non è ancora stata autorizzata da Bce. Nel secondo semestre 2020 è peraltro prevista la revisione del piano industriale del gruppo "anche al fine di rivalutare le opzioni strategiche e le leve industriali a disposizione del management".   Dopo l'estate, Mps rivedrà il proprio piano industriale e il 'capital plan' che potrebbe prevedere anche dei bond subordinati così da compensare in parte gli effetti della scissione dei crediti deteriorati verso Amco, che è ancora in attesa di approvazione da parte della Bce e che potrebbe essere finalizzata nell'ultimo bimestre del 2020. "Nel secondo semestre 2020 è peraltro prevista la revisione del piano industriale del Gruppo anche al fine di rivalutare le opzioni strategiche e le leve industriali a disposizione del management", spiega la relazione semestrale. Mps è attualmente vincolata al piano previsto in occasione dell'ingresso del Mef nell'azionariato e concordato con l'Unione Europea; ogni aggiornamento, dunque, andrà discusso con il ministero dell'Economia e con Bruxelles. Dopo l'estate il gruppo andrà a rivedere anche il capital plan.      "Per quanto riguarda il funding istituzionale è presumibile stimare un ridotto accesso al mercato primario delle obbligazioni pubbliche nel corso del 2020, in particolare sul segmento senior preferred, su cui il gruppo aveva previsto emissioni per complessivi 1,75 miliardi di euro", sottolinea il documento. Sul fronte dell'emissione di bond subordinati, già nel presentare i conti del semestre, Mps aveva precisato di aspettarsi dall'operazione con Amco "un recupero di profittabilità grazie a un consto del funding più basso e a minori accantonamenti per perdite su crediti". "Il piano di capitale è in revisione, con la potenziale emissione di strumenti subordinati nei prossimi anni", spiega l'istituto. 

  • Secondo Federmeccanica ora si apre una opportunità. E bisogna essere concreti
    by Agi on 13 August 2020 at 16:02

    AGI -  Concretezza e cauto ottimismo. È questa la posizione espressa dal presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz che, in una intervista all'AGI, fa il punto sulle previsioni dei prossimi mesi in vista di un autunno che si prospetta intenso per il sistema paese.  "La prima parte dell'anno ci ha dato segnali di positività, poi quando è cominciata la crisi in Cina è cominciato a rallentare tutto intorno a noi. Quindi adesso vedere che qualcosa che "eppur si muove" intorno a noi ci deve comunque far essere estremamente attenti. Il che non vuol dire essere né falsamente ottimisti e né tantomeno disillusi ma bisogna essere concreti". Per Dal Poz "la disponibilità da parte del governo di ingenti quantità di denaro da poter riversare a livello di investimenti e sostegno nel nostro paese" e "un autunno che vedrà cambiamenti profondi" rappresentano "una opportunità e cerchiamo di avere sempre una visione ottimistica della situazione". La caduta verticale dei volumi "Veniamo da mesi complicatissimi che hanno mostrato purtroppo una caduta verticale dei volumi in tutti i settori della metalmeccanica monitorati da Federmeccanica", spiega ancora Dal Poz. Praticamente, prosegue, "tutti i nostri settori hanno perdite intorno a una media del 30%. Alcuni perdono 'solo' il 20%, altri invece sono paurosamente vicini al 40%".  Il presidente di Federmeccanica ricorda che "è difficile sopportare un paio di mesi a vendite zero. L'automobile, per esempio, ha vissuto quasi due mesi di vendite prossime allo zero il che significa, non solo un impatto violento sui bilanci delle singole aziende e dei loro fornitori di primo livello, ma vuol dire anche avere un ribassamento profondo delle strategie di investimento. Non è solo un mercato che si è rallentato di colpo ma è un mercato che sta cambiando faccia, cambierà alcune dinamiche e propensione di acquisto".   Ripensare alle strategie da seguire In quest'ottica, "i grandi player stanno ripensando profondamente a quali strategie seguire. Noi ci troviamo ad affrontare un periodo che ha inevitabilmente cali di mercato importantissimi, ma il nostro compito è cercare di essere sempre pronti. Noi siamo degli imprenditori, degli industriali e abbiamo non solo la necessità ma anche il dovere di pensare come le nostre filiere possano adeguarsi a uno scenario così tanto cambiato". Per questo motivo "vediamo anche i timidi segnali di ripresa in molti mercati, incluso l'automotive, come dei segnali importanti a cui aggrapparci per il prossimo futuro".  Per sostenere l'occupazione puntare sul taglio del cuneo fiscale "Il blocco dei licenziamenti, così come qualsiasi altra imposizione aggiuntiva nei confronti delle imprese, non può mai essere visto di buon occhio perché i posti di lavoro non si mantengono e non si creano per decreto ma si tutelano e si sostengono se ci sono le condizioni di mercato, di finanza, di fiducia necessari per il mantenimento degli stessi", sostiene Dal Poz. Per il presidente di Federmeccanica sarebbe, invece, "un grande sostegno" per l'occupazione il taglio del cuneo fiscale che "significa, prima di tutto, sostegno alla fiscalità dei nostri dipendenti e poi rendere il meno gravoso possibile per le imprese tutta la fiscalità legata al lavoro.  Il sostegno per Dpi? Una farsa Il peggio sembra quindi essere alle spalle ma guardando indietro alle misure messe in campo dal governo, per quanto riguarda i costi legati strettamente ai dispositivi di protezione individuali e alle misure per rendere sicure le aziende "sono state una farsa" dice il presidente spiegando che "non è arrivato un euro alle imprese".  Il click day per gli aiuti Covid "è stato una presa in giro nei confronti del mondo imprenditoriale italiano e noi metalmeccanici l'abbiamo vissuta malissimo perché era stato promesso un sostegno dei costi sostenuti per mettere in sicurezza le nostre imprese e se non ci fosse stato un momento corale di grande coesione con i sindacati nel mese di marzo per definire insieme protocolli di sicurezza delle nostre imprese, non ci avrebbe aiutato nessuno. Abbiamo affrontato la cosa da soli e pian piano le nostre aziende sono ripartite in sicurezza".  "L'unica vera misura che è arrivata alle nostre imprese - prosegue - è la possibilità di avere una finanza in qualche modo sostenuto da una garanzia dello Stato perché su tutto il resto, incluso l'arrivo immediato della Cassa integrazione soprattutto alle aziende più piccole, diciamo che c'è ancora da lavorare".  Chiesto un incontro al governo Dopo le richieste dei sindacati al governo arriva anche quella di Federmeccanica affinché si arrivi a "un momento di ascolto", "per poter essere concreti e chiari nel spiegare quali sono le necessità delle nostre imprese". 

  • Manager sardo dal liceo di Oristano ai vertici di Microsoft
    by Marco Enna on 13 August 2020 at 13:06

    AGI -  Dal Liceo 'De Castro' di Oristano ai vertici di Microsoft, passando per Bruxelles, Cisco Systems e Boeing. Antonio De Palmas, nato a Ghilarza, classe 1962, trapiantato a Roma, da qualche giorno è vicepresidente per lo Sviluppo dei mercati globali e del World Wide Public Sector per il colosso informatico Usa fondato da Bill Gates. Entusiasta della nuova esperienza Rispondendo all'annuncio ufficiale sul nuovo incarico pubblicato su Facebook, De Palmas ha scritto: “Sono eccezionalmente entusiasta di iniziare questa nuova fase della mia carriera con un team grande come il Public Sector e in una società straordinaria come Microsoft. Stiamo vivendo una trasformazione storica, mentre i sistemi digitali rimodellano il modo in cui i governi forniscono servizi. È un assoluto privilegio per me entrare a far parte di una squadra di talento e essere parte di questo viaggio”.  Incarichi alla Boeing e alla Cisco System Negli ultimi sei anni Antonio De Palmas era stato presidente di Boeing Italia, responsabile dello sviluppo delle attività dell'azienda aerospaziale americana nel nostro paese. Per la Boeing era stato anche presidente responsabile per le relazioni con l'Unione Europea e la Nato e prima ancora direttore della comunicazione per l'Italia. Dal 2000 al 2003 è stato Business Development Director alla Cisco Systems, a Milano. In questa posizione ha lanciato e gestito iniziative strategiche per la compagnia, come ad esempio il programma Cisco Networking Academy, ed è stato responsabile dello sviluppo del mercato dell'educazione e dei rapporti dell'azienda con il settore pubblico. In precedenza De Palmas aveva sviluppato la propria carriera a Bruxelles per otto anni. In quel periodo, aveva lavorato per tre anni in qualità di Eu and Government Affairs manager per Oracle EMEA ed era stato responsabile degli affari nell'Unione Europea per diversi interessi commerciali. È stato a lungo coinvolto nelle politiche di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, negli accordi sugli audiovisivi, nell'information technology e nello sviluppo del commercio elettronico. 

 

 

MOTORI

Le potenzialità dei social network:

I social network rappresentano per l'azienda un canale di comunicazione da cui non si può prescindere per poter attuare una strategia efficace.

Comprendere le dinamiche relazionali del settore turistico nel web.

Con l’avvento degli smartphone e dei tablet non è più necessario dover accendere il computer, aspettare il caricamento e finalmente accedere ad internet. È sufficiente avere uno smartphone o un tablet con sé per essere connessi. I social network hanno rivoluzionato i normali processi di interazione con soggetti e organizzazioni, offrendo la possibilità di interagire e creare engagement, raggruppando persone che condividono interessi e attività in spazi virtuali che determinano scelte concrete in luoghi reali. Attualmente, nel settore turistico, il networking sta modificando la catena relazionale della domanda e dell’offerta anche perché, con il web 2.0, il passaparola diventa globalmente pervasivo e incide sui processi decisionali. In alcuni casi il networking sul web sostituisce l’intermediazione classica. In altri casi funge da attività/strumento di sviluppo locale e marketing d’area, stabilendo una nuova offerta territoriale, precedentemente esclusa dagli operatori del settore turistico perché sottovalutata o non percepita.

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SENZA INFORMAZIONE LIBERA ED INDIPENDENTE NON C’E’ DEMOCRAZIA
Per quanto tenui o persino aleatorie possano essere le forme della democrazia, i cittadini, cioè il popolo degli elettori, non solo rappresenta il fondamento e la fonte unica della legittimità del potere ma svolge in essa a tutti gli effetti il ruolo di uno degli organi dello Stato.
Se il popolo quindi non dispone degli strumenti plurimi, diversificati e se questi strumenti non sono anche corretti ed adeguati, questo “organo dello Stato”, fondamento dell’autorità di tutti gli altri, non potrà identificare le scelte più opportune per l’insieme della collettività.
La manipolazione della informazione e la conseguente manipolazione della pubblica opinione trasforma i più aberranti interessi particolari in “interesse pubblico”. In questa situazione la democrazia non esiste più ed il suo pagliaccesco simulacro non riproduce nessuno dei vantaggi.
Secondo Robert Dahl una informazione libera ed indipendente, “non è solo parte della
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