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Cultura

  • La corrispondenza tra Trump e Kim nel nuovo libro di Bob Woodward
    by Francesco Russo on 13 August 2020 at 12:38

    AGI - La corrispondenza tra Donald Trump e Kim Jong-un è il piatto forte di "Rage", "Rabbia", il secondo libro dedicato dal giornalista Bob Woodward al quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti dopo "Fear", "Paura", pubblicato nel 2018. Dalle anticipazioni dell'editore statunitense Simon & Schuster, si apprende che il dittatore nordcoreano definì "un fantastico film" la sua relazione con Trump, che ha oscillato tra aperta ostilità e cameratesco sodalizio. Il celebre giornalista investigativo, autore insieme a Carl Bernstein dell'inchiesta sul Watergate che costò la presidenza a Richard Nixon, è entrato in possesso di 25 lettere tra i due leader mai apparse prima. Quelle lettere che nel settembre 2018 Trump definì "magnifiche" e che accompagnarono tre storici faccia a faccia, il primo dei quali avvenne nel giugno 2018 a Singapore. I rapporti tra Washington e Pyongyang si sono poi nuovamente raffreddati dopo il fallimento del vertice di Hanoi del 2019, che non ha portato la svolta sperata nei negoziati per la denuclearizzazione della penisola coreana. Queste rivelazioni non sono l'unica grande novità di "Rage". Dopo aver definito "Fear" una "burla" e una "frode", Donald Trump ha accettato questa volta di farsi intervistare da Woodward. Più che nei confronti del giornalista, il malanimo del presidente sembrava del resto diretto soprattutto nei confronti del suo ex capo stratega Steve Bannon, sulle cui rivelazioni sarebbe basata buona parte del volume precedente. Dalla lettura di "Fear" Bannon emerge infatti come un geniale Rasputin senza il quale il magnate non avrebbe mai combinato nulla in politica.

  • A Modena torna il Festival della Fiaba dedicato alla "Baba Jaga"
    by Agi on 13 August 2020 at 10:36

    AGI -  Narrazioni in voce semplice di fiabe della tradizione, spettacoli, performance, oltre a conferenze, concerti e momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la settima edizione del Festival della Fiaba, da venerdì 11 a domenica 13 settembre presso il circolo culturale Filatoio e in varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari, vicino al centro storico di Modena. Torna la manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento, nata da un progetto di Nicoletta Giberti, performer e regista teatrale che da anni indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere "Fiaba" con uno sguardo ampio e profondo. Tema caratterizzante di questa settima edizione sarà la Baba Jaga, ovvero la "Grande Madre", declinata e indagata da scrittori, professori e pensatori in diversi aspetti e sfumature, in particolare nell'ambito di un ciclo di conferenze dedicate, che si svolgeranno a ingresso gratuito ogni sera presso lo spazio ProgettoLavoratorio, nel rispetto delle normative vigenti.  Tra le altre, venerdì 11 settembre sarà protagonista Amanda Louise Michel Azzurra, fondatrice de "Il cammino di Sofia", un percorso di crescita attraverso il viaggio nella "Grande Madre Terra", che terrà una conferenza dal titolo: "La Grande Madre e il potere del Femminile". Sabato 12 sarà la volta di "AMAM: un viaggio alle origini del ventre", a cura di Battistina Casula ed Elena Annovi, mentre domenica 13 Alessandra Cussini tratterà de "La Casina delle storie, un luogo di deposizione. Il vuoto della perdita, la memoria, la custodia. Dove si mette ciò che resta?".  Anche quest'anno le fiabe di una volta saranno le protagoniste assolute del Festival a loro dedicato. Narrate in voce semplice dal gruppo narratori 2020 in vari luoghi della manifestazione ogni ora e mezza circa - per una capienza che varierà a seconda degli spazi per mantenere la distanza nel rispetto delle norme anti Covid - saranno quelle della tradizione tedesca, norvegese e russa. Tra gli spettacoli - con un biglietto dal costo variabile e prenotazione obbligatoria - da non perdere AMAM, ovvero madre al contrario. Un percorso di ricerca archeologico-musicale legato al culto della Dea Madre e alla vibrazione del divino femminile che scaturisce dalla Terra. Il progetto nasce con l'intento di relazionare il corpo - attraverso la danza di Elena Annovi - alla musica, musica generata da strumenti in argilla e dal suono scritto da Manuel Attanasio, per restituire una "vibrazione" che connette il passato con il presente nella visione di Battistina Casula, che ne scrive la regia attingendo ai suoi studi di archeologia. Il progetto è stato creato in Sardegna attraverso una lunga ricerca nei siti archeologici di dodici Domus de Janas sparse in tutta l'isola.   Altro importante appuntamento sarà con il progetto di narrazione Frankenstein, ossia il Prometeo moderno, a cura di Cajka Teatro d'Avanguardia, con la regia di Riccardo Palmieri. La madre - creatrice e generatrice di vita - si fa da parte e lascia spazio alla volontà dell'uomo di sconfiggere la natura e le leggi che la governano.  Una donna, Mary Shelley, che nella sua proposta (che oggi sarebbe definita "distopica") rinuncia al ruolo di creatrice della vita immaginando di poter essere sostituita dalla scienza (all'epoca ambito unicamente maschile).   La musica sarà invece protagonista nel concerto a due di Valentina Lugli e Alessandra Fogliani, che si esibiranno in "Voci della Grande Madre": una suggestione musicale che ripercorre la fiaba di Vassilissa e la Baba Jaga attraverso la rivisitazione di brani tratti dalle artiste donne contemporanee.  "Mai come quest'anno, dopo tutto quello che l'emergenza sanitaria ha comportato - spiega Nicoletta Giberti, direttrice artistica e ideatrice del Festival della Fiaba - abbiamo bisogno di luce e bellezza, per aprire riflessioni personali e collettive. La fiaba in questo senso viene in nostro soccorso: con i suoi simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo ha un effetto vivificante, che aspira alla felicità, all'impulso di essere esattamente chi si è, senza timori. Ora più che mai abbiamo bisogno di questo tipo di speranza e incoraggiamento".  Il Festival della Fiaba ha il Patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Modena, oltre che dell'Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell'Educazione.   

  • Code al Teatro Argentina per la camera ardente di Franca Valeri
    by Maria Teresa Santaguida on 10 August 2020 at 15:31

    Si è già formata una piccola coda davanti al Teatro Argentina di Roma dove dalle 17 è aperta la camera ardente per Franca Valeri, storica attrice scomparsa ieri, pochi giorni dopo aver compiuto 100 anni. Già oltre un centinaio le persone raccolte davanti all'ingresso del teatro, tutte munite di mascherina e ordinatamente in fila. Sono nel frattempo entrati nel teatro Pino Strabioli, conduttore televisivo ed esperto di teatro, e l'attrice Simona Marchini. Sono arrivati ed entrati anche il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo e l'ex sindaco Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli. Tra i primi ad arrivare l'attore Urbano Barberini che ha ammesso: "Personalmente mi mancherà quando Franca si appoggiava al mio braccio per sostenermi. A tutti noi invece mancherà un'attrice e un'autrice che ha insegnato all'Italia a ridere di se stessa, e quindi ad essere più consapevole, a perdonarsi e a perdonare". Da ricordare anche le sue "battaglie civili: quando si è opposta alla creazione di una discarica di fianco alla villa di Adriano; e poi i diritti civili e gli animali, con il suo canile che ha ancora bisogno di sostegno". La sua più grande dote? Secondo Barberini "sarebbe troppo facile dire l'umorismo": è stata invece "l'umanità: pochi sono gli attori che riescono cosi' tanto ad entrare nell'immaginario di un popolo, lasciando un segno cosi' straordinario". Presente anche una delegazione dell'associazione animalista Franca Valeri Onlus.

  • "A un metro da voi",  sentimenti, paure  e speranza durante il lockdown nel nuovo romanzo di Daniela Rabia
    by Alessandro De Virgilio on 10 August 2020 at 11:38

    AGI - Il Governo ha blindato gli italiani nelle loro case imponendo il distanziamento sociale a causa della pandemia e in una Catanzaro decadente, resa spettrale dal lockdown che ne ha desertificato le strade, Lorian, neo laureato in storia e filosofia, vive le settimane della quarantena riflettendo nel chiuso del suo appartamento. Pensa alle speranze sospese, alle prospettive incerte, all'obiettivo di ottenere l'agognato lavoro di insegnante, alle abitudini quotidiane come la passeggiata con il cane che nella normalità passano inosservate, ma che nella privazione imposta dalle restrizioni egli rivaluta. "A un metro da voi" è l'ultimo libro della giovane scrittrice Daniela Rabia che ha pubblicato il suo terzo romanzo per i tipi di Mediano. Si tratta di un monologo in cui a parlare è direttamente il protagonista. Altre figure si aggirano intorno a lui, la madre e il padre, il suo migliore amico Fabio che perde il papà medico ammalatosi di coronavirus sul fronte in cui combatte, quel sistema sanitario fragile il cui personale affronta un nemico invisibile e subdolo.   Nessuno dei personaggi che affiancano Lorian entra direttamente nel racconto se non attraverso i pensieri del protagonista. Non ci sono dialoghi, ma solo i sentimenti del giovane, isolato come una monade, come gli abitanti del suo palazzo rispetto alla città, la città rispetto alla regione, la regione rispetto all'Italia e quest'ultima rispetto agli stati vicini che, prima di vedere la pandemia varcare i loro confini, isolano il Bel Paese chiudendo le frontiere.  L'egoismo di chi continua a sfidare le norme sanitarie violandole anche davanti alle immagini drammatiche che la tv diffonde quando i mezzi militari portano via le bare da Bergamo, si alterna alla solidarietà che nasce fra gli inquilini del palazzo che, nella solitudine del condominio, diventano un'unica, grande famiglia legata dal vincolo della paura. Nei pensieri del ragazzo c'è Giulia, la giovane di cui si è invaghito pur conoscendone la natura frivola e superficiale ed entra in scena Elena, la compagna di studi di Lorian che del giovane è innamorato. "A un metro da voi" è un invito alla riflessione, un richiamo ai veri valori che la quotidianità sovrasta, ma che sono i pilastri nascosti su cui la società si regge e che vengono in superficie nel periodo più difficile dell'umanità dalla seconda guerra mondiale a oggi.  Il monologo non annoia. La scrittura di Daniela Rabia, giornalista e avvocato, è lineare, limpida e avvincente.  Come avviene nelle sue opere precedenti, l'autrice non rinuncia alla denuncia sociale, non omette di segnalare il dramma della disoccupazione vissuto dai calabresi, il progressivo decadimento della sua Catanzaro che della Calabria è il capoluogo, il disastro del sistema sanitario schiacciato dal deficit. L'opera è stata scritta di getto nei giorni della crisi sanitaria e riflette le ansie e le angosce della scrittrice, un vero e proprio diario. Dopo  la raccolta di poesie "Naufragio alla vita" e i romanzi "Matilde" e "Le voci dell'eco", "A un metro da voi" è indubbiamente un passo deciso verso la maturazione letteraria dell'autrice, del resto vincitrice di diversi premi letterari.   

  • Cinque libri da leggere sotto l'ombrellone 
    by Agi on 7 August 2020 at 10:13

    AGI - Nell'estate della pandemia di Covid e del distanziamento sociale, la compagnia di un buon libro appare ideale quanto necessaria. Che sia un giallo, un thriller o un manuale, poco importa, l'importante è infilare il naso tra le pagine. Gli ultimi dati diffusi dall'Associazione Italiana Editori (Aie) sulla base di dati Nielsen e IE, mostrano un settore in ripresa dopo i mesi di chiusura delle librerie dovuta al lockdown. Nello specifico, all'11 luglio la perdita di fatturato anno su anno si riduce al -11%, praticamente dimezzata rispetto al -20% del 18 aprile, dati che "mostrano incoraggianti segnali di ripresa", ha commentato il presidente di Aie Ricardo Franco Levi. E se ognuno ha un libro del cuore da leggere e rileggere, ecco dal panorama editoriale alcune novità da mettere in borsa tra teli e lozioni solari. "Riccardino" di Andrea Camilleri (Sellerio) In cima a tutte le classifiche, l'ultima fatica di Andrea Camilleri ha piu' di un motivo per fare bella mostra di se' sulle spiagge italiane. Il romanzo racconta l'ultima indagine dell'amatissimo commissario Montalbano. Come uscirà di scena il poliziotto di Vigata? Tanta la curiosità, dunque, ma anche la malinconia per chi si ritrova a dover dire addio in un solo colpo, e questa volta in modo definitivo, allo scrittore e al commissario.  "L'enigma della camera 622" di Joel Dicker (La Nave di Teseo) Dalla Sicilia alle Alpi Svizzere il passo e' breve per chi non e' mai stufo di gialli. Tra i libri piu' venduti c'e' "L'enigma della camera 622" di Joel Dicker, giovane scrittore ginevrino diventato popolare con "La verità sul caso Harry Quebert", da cui e' stata tratta anche una serie. La scena si apre nel lussuoso Palace de Verbier dove aono riuniti i vertici di una importante banca d'affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio scuote l'hotel, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero.  "Il colibri'" di Sandro Veronesi (La Nave di Teseo) Fresco di premio Strega, il romanzo di Sandro Veronesi narra la storia di Marco Carrera, (il colibri', appunto) che vive una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Il colibri' e' un romanzo sul dolore e sulla forza struggente della vita. "I Mostri - E come sconfiggerli" di Carlo Calenda (Feltrinelli)  Il leader di Azione, Carlo Calenda, torna in libreria con "I Mostri - E come sconfiggerli", una metafora della situazione politica del nostro Paese a firma dell'euro parlamentare. Il lavoro dell'europarlamentare si piazza nella top ten e scalza il giornalista Andrea Scanzi con "I cazzari del virus" e Matteo Renzi con "La Mossa del Cavallo". Per Calenda, negli ultimi decenni gli italiani si sono assuefatti a un modo di guardare alla politica che li affascina e poi li pietrifica, come se subissero lo sguardo di Medusa, incapaci di tagliare la testa alla Gorgone che incarna i loro vizi. E la politica ha bisogno di nuovi eroi prepotenti e muscolari. La prova per il concorso nella scuola Il popolo degli aspiranti insegnanti e' in continuo aumento. Lo attestano le vendite di Amazon che piazzano il manuale "La prova preselettiva del Concorso Ordinario per le Scuole Secondarie" al terzo posto tra i piu' acquistati. Non sarà la tipica lettura da spiaggia, ma per molti quest'anno non e' ancora arrivato il tempo del riposo.

  • È sicuro, il capitalismo si (e ci) salverà anche stavolta
    by Francesco Palmieri on 5 August 2020 at 17:24

    AGI - Per chi suonerà la campana a morto dopo la triste e inaspettata stagione del Covid-19? Non suonerà per il capitalismo, certo che no: ne è convinto Stefano Cingolani, giornalista di lungo corso fra le acque mosse della politica estera e dell'economia. Lo racconta nel saggio appena pubblicato 'Il capitalismo buono' (Luiss University Press, 15 euro): 159 pagine per spiegare, oltre al quasi provocatorio titolo, anche l'ottimistico sottotitolo 'perché il mercato ci salverà'. E se ci salverà, sarà prima di tutto dal Leviatano dello Stato, che con la pandemia s'è preso l'attesa rivincita sulle libertà del mercato e non solo: "Il Grande Confinamento mette la parola fine al progetto culturale, politico ed economico basato sul libero scambio e sul libero mercato chiamato globalizzazione", osserva Cingolani, ricordando che il coronavirus è arrivato proprio "quando l'economia mondiale aveva recuperato le perdite della crisi finanziaria, seppure lasciando indietro interi Paesi nient'affatto marginali (si pensi all'Italia, alla Grecia, alla stessa Spagna), ma non aveva trovato la locomotiva in grado di portarla verso una nuova era di crescita e stabilità". Eppure malgrado le ferite del 2008, malgrado i colpi persi dalla globalizzazione che sarà "meno ruggente, forse più equa e meglio distribuita", Cingolani non dubita che anche questa volta il capitalismo sia l'opzione vincente e necessaria. Il capitalismo è Proteo, la mitologica divinità greca che assume mille forme e altre mille ne assumerà nella sua evoluzione. Ma "il nuovo volto di Proteo - afferma Cingolani - sarà essenziale al fine di superare la delegittimazione del sistema economico che ha portato il più ampio, diffuso e travolgente progresso materiale dell'umanità e del sistema politico che per la prima volta si è basato non soltanto sul potere, ma sulla legge, non solo sul comando degli uomini, ma sui valori e i diritti universali dell'uomo". Parola di un vecchio ex comunista, come Cingolani fu e ricorda in un capitolo del libro dedicato alla sua visita all'artificiale città industriale siberiana di Norilsk, da giovane speranza de L'Unità nel 1977, quando comprese che il comunismo sovietico non ce l'avrebbe fatta. E che adesso lo aiuta a comprendere meglio che neppure la Cina di oggi ce la farà sull'Occidente malgrado gli "spiriti animali" su cui il regime regge il suo ossimoro comunista-capitalistico. Sì, alla fine sarà Proteo che ce la farà, perché saprà sempre cambiare. Di più: "La sua essenza è il mutamento. Come tutte le creazioni umane sarà pure destinato a perire o forse assumerà una forma tale da modificare per sempre la sua sostanza". La formula vincente stavolta, secondo Cingolani, può riassumersi nelle tre iniziali: DVR. Ossia capitalismo Digitale, Verde, Responsabile. E l'ennesima rivoluzione si diffonderà in orizzontale, assai lontana dalla fabbrica fordista ma anche dai lupi di Wall Street, dal "piccolo è bello" all'italiana, dall'affievolita forza egemonica della potenza industriale alla tedesca e dalle sole aeree "sorelle" californiane ("il Big Data e' ancora un protagonista in cerca d'autore"). Così, mentre la quarta rivoluzione industriale è più in attesa di una "fortissima accelerazione" che nel compianto dei suoi inciampi, sarà bene ricordarsi che dovrà tenere conto soprattutto della salute, dell'ambiente, del riequilibrio delle risorse e dei fattori di produzione. E che per questo "non esistono ricette nazionali o locali". Fa fede all'ottimismo necessario dell'autore un'affettuosa introduzione di Giuseppe De Rita, fautore anch'egli di uno sviluppo secondo dinamiche orizzontali attraverso filiere di creazione di valore e reti di cooperazione internazionale. Anche perché, se mai valesse la pena ricordarlo, "la politica al primo posto, il rifiuto della scienza e della competenza, la concezione populista della sovranità, non hanno dato grandi prove, anzi, la lotta alla pandemia - sono parole di Cingolani - ha messo a nudo tutta la debolezza di quel progetto, il modello chiamato 'democratura', democrazia autoritaria o anche capitalismo politico, è fallito".

  • La Grecia inaugura il suo primo museo sottomarino
    by Francesco Russo on 1 August 2020 at 16:50

    AGI - La Grecia ha inaugurato il suo primo museo sottomarino, il sito del naufragio di una nave mercantile del quinto secolo A.C. contenente migliaia di anfore in ottimo stato di conservazione. La cerimonia è avvenuta sott'acqua alla presenza del ministro della Cultura, Lina Mendoni. Definito il "Partenone dei naufragi" dal governatore della Tessaglia, Kostas Agoratos, il relitto si trova a una profondità di 21-28 metri presso le coste dell'isola di Peristera, nell'Egeo occidentrale. Potranno visitarlo, dal 3 agosto al 2 ottobre, solo subacquei, anche dilettanti, provvisti delle necessarie certificazioni. Tutti gli altri si dovranno accontentare di un tour in realtà virtuale presso il centro informazioni della limitrofa isola di Alonissos. I resti del naufragio furono scoperti da un pescatore nel 1985. La nave, che trasportava dalle 3 alle 4 mila anfore di vino dalla Penisola Calcidica all'isola di Skopelos, sarebbe affondata intorno al 425 A.C. a causa del maltempo, ha spiegato l'archeologo Pari Kalamara, direttrice dell'Eforato delle Antichità Sottomarine al canale televisivo Ert. Le autorità locali stanno studiando un progetto più vasto che coinvolga altri quattro siti di naufragi, costituendo un unico parco archeologico sottomarino. I primi visitatori, due gruppi di subacquei britannici, sono attesi lunedì. 

  • Arte: in Sardegna nasce il Mad, bellezza in piazza e nell'etere
    by Davide Sarsini on 31 July 2020 at 13:22

    AGI - Un movimento per promuovere la bellezza nell'arte e nel design in un'isola che la natura ha scolpito e dipinto come un capolavoro: è questo l'obiettivo del MAD, il collettivo di artisti nato ad aprile in Sardegna che l'11 e il 12 agosto debutterà a Golfo Aranci con la sua prima installazione in onore di Guglielmo Marconi. Il Movimento Arte e Design, lanciato a Olbia in pieno lockdown, si è già fatto conoscere da sardi e turisti grazie a una rubrica su Radio Internazionale Costa Smeralda, intitolata "Vincent, tutti i colori dell'Arte", uno spazio virtuale all'interno del quale gli artisti possono raccontarsi. La sfida del design  La sfida del Movimento, che guarda alle avanguardie del nuovo millennio, e' un design all'insegna della bellezza: "L'essere umano e' in una relazione sempre più stretta con gli oggetti che lo circondano e che caratterizzano la sua quotidianita'", spiega la direttrice artistica, Daniela Cittadini, "il MAD pensa che tali oggetti non debbano essere solo funzionali ma anche espressione di bellezza. Il processo creativo dell'Arte, legato a soluzioni di design, puo' scrivere forme di bellezza del nuovo millennio ed essere definizione della personalità di ognuno". La collaborazione di Roberto Graffi Del movimento fanno parte Daniel Rizzo, Daniele Carbini e Arian Nowbahari. Tra i collaboratori c'e' il fotografo Roberto Graffi, rinomato autore di diversi reportage e protagonista di diverse personali e collettive. Il suo percorso visionario si e' evoluto sempre piu' verso il design. 

 

 

MOTORI

Le potenzialità dei social network:

I social network rappresentano per l'azienda un canale di comunicazione da cui non si può prescindere per poter attuare una strategia efficace.

Comprendere le dinamiche relazionali del settore turistico nel web.

Con l’avvento degli smartphone e dei tablet non è più necessario dover accendere il computer, aspettare il caricamento e finalmente accedere ad internet. È sufficiente avere uno smartphone o un tablet con sé per essere connessi. I social network hanno rivoluzionato i normali processi di interazione con soggetti e organizzazioni, offrendo la possibilità di interagire e creare engagement, raggruppando persone che condividono interessi e attività in spazi virtuali che determinano scelte concrete in luoghi reali. Attualmente, nel settore turistico, il networking sta modificando la catena relazionale della domanda e dell’offerta anche perché, con il web 2.0, il passaparola diventa globalmente pervasivo e incide sui processi decisionali. In alcuni casi il networking sul web sostituisce l’intermediazione classica. In altri casi funge da attività/strumento di sviluppo locale e marketing d’area, stabilendo una nuova offerta territoriale, precedentemente esclusa dagli operatori del settore turistico perché sottovalutata o non percepita.

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SENZA INFORMAZIONE LIBERA ED INDIPENDENTE NON C’E’ DEMOCRAZIA
Per quanto tenui o persino aleatorie possano essere le forme della democrazia, i cittadini, cioè il popolo degli elettori, non solo rappresenta il fondamento e la fonte unica della legittimità del potere ma svolge in essa a tutti gli effetti il ruolo di uno degli organi dello Stato.
Se il popolo quindi non dispone degli strumenti plurimi, diversificati e se questi strumenti non sono anche corretti ed adeguati, questo “organo dello Stato”, fondamento dell’autorità di tutti gli altri, non potrà identificare le scelte più opportune per l’insieme della collettività.
La manipolazione della informazione e la conseguente manipolazione della pubblica opinione trasforma i più aberranti interessi particolari in “interesse pubblico”. In questa situazione la democrazia non esiste più ed il suo pagliaccesco simulacro non riproduce nessuno dei vantaggi.
Secondo Robert Dahl una informazione libera ed indipendente, “non è solo parte della
definizione della democrazia, ne è un requisito fondamentale”.

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