Cocconato

La storia La località che oggi è chiamata la “Riviera del Monferrato” per il suo clima mite, è stata probabilmente fondata dai Liguri. La presenza romana è documentata nell’abitato di Marcellina, e ad essa è collegata la leggenda della Pietra Cagnola, un simulacro d’oro massiccio a forma di cane che, posto sull’erpice, si credeva avesse il potere di rendere fertile la terra. Su fondazioni romane poggia la pieve della Madonna della Neve, il luogo di culto della città di Marcellina fino al trasferimento della popolazione ai piedi del castello. L’abbandono di Marcellina potrebbe essere stato determinato dalle invasioni barbariche, quando vi era la necessità di stabilirsi più in alto, dove ora sorge l’abitato di Cocconato. La storia del borgo è legata ai conti Radicati che, ottenuto il feudo nel X secolo, lo amministrarono fino al 1450 rendendolo, grazie ad abili alleanze, quasi uno stato autonomo, con poteri di giurisdizione, compreso quello di battere moneta, sui territori circostanti. Due i conti da ricordare: Annibale di Coconat, che a metà del Cinquecento andò a Parigi, al servizio dei re di Francia; Alberto, scrittore politico ed esule volontario a causa della sua fede protestante e, per quei tempi, democratica. Nel 1450 Cocconato entrò nell’orbita dei Savoia, fino a subirne l’assoluto dominio nel 1586. Il patrimonio artistico è costituito dalla chiesa della Santissima Trinità, che custodisce una tela del Moncalvo, dalla chiesa di Santa Caterina, con la facciata barocco–piemontese, dal palazzo Comunale con facciata in cotto del XV secolo e porticato trecentesco, e dal palazzo Martelletti, residenza nobiliare settecentesca nei cui documenti è stata trovata la ricetta di un vino vermouth oggi riproposto. È un falso storico, ma interessante, la torre appartenente al castello costruito sulla collina agli inizi del X secolo e ricostruito, dopo parziali distruzioni a seguito delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, alla fine del XV secolo. Dal definitivo abbattimento del castello nel 1556 si salvò solo la torre merlata, a sua volta demolita nel 1836 e riedificata a breve distanza di analoga foggia, e adibita per alcuni anni a mulino a vento. Oggi la torre è l’emblema della Riviera del Monferrato.