Ven. Gen 27th, 2023

Beni culturali città territorio. Indagini per un patrimonio da valorizzare. Quindici anni di attività della scuola di specializzazione, in onore di Vera Comoli (a cura di Giulio Mondini, Chiara Devoti, Angela Farruggia)

Giulio MONDINI, Chiara DEVOTI, Angela
FARRUGGIA*
Una sfida in prospettiva: valori consolidati per
nuove strategie
1. Identità e orientamenti di una Scuola di Specializzazione
La Scuola di Specializzazione in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettonici e Ambientali del Politecnico di Torino, corso di III livello di durata biennale, fondata da Vera Comoli e da lei diretta sino al 2006, è stata istituita con Decreto ufficiale nell’autunno del 1989, come
struttura del Politecnico appoggiata al Dipartimento Casa-città. Sin dalla scelta della sua titolazione si evidenziava
un preciso filone di ricerca che poneva i beni architettonici e ambientali e più in generale culturali al centro della
speculazione non solo intellettuale, ma anche operativa
nella certa fiducia verso modelli di tutela attiva e lontano
dalla vecchia impostazione vincolistica.


Dal confronto di esperienze maturate in ambiti disciplinari diversi, più o meno affini, chiamati a dialogare tra
di loro, è derivato un approccio integrato e intrecciato alle
prerogative della storia, dell’analisi e della valutazione. Intreccio che non implicava e non implica tuttora perdita
della propria specifica identità disciplinare, ma superamento della tagliola dei distinguo e delle connotazioni che
avrebbero potuto limitare il dialogo o ridurre le implica13
zioni critiche. Elemento di coesione è da sempre stato riconosciuto il ‘progetto di conoscenza’, così di sovente richiamato nelle presentazioni ai volumi della collana della
Scuola, esito concreto della ricerca in seno all’istituzione
(non solo qui più che altrove data dal corpo docente, ma
dall’unità dei docenti e dei discenti, professionisti prima
che studenti). Un approccio corale immediatamente condiviso dagli enti preposti alla tutela, da non poche amministrazioni, che nel tempo hanno offerto le loro competenze e la loro collaborazione negli intenti dichiarati.
La contingenza delle richieste d’indagine poste alla
Scuola (in quanto istituzione culturale e luogo di ricerca)
non ha mai costituito pretesto per semplicistiche risposte
puntuali, ma stimolo per orientamenti di più ampio respiro, anche se talvolta difficili da sostenere o quasi utopistici
nella loro realizzazione, carichi di implicazioni reiterative
e di chiavi interpretative capaci di aprire insospettate prospettive di nuova ricerca, anche in forma progettuale.
L’approccio non può non riconoscere i suoi debiti alla
straordinaria figura scientifica e umana di Vera Comoli,
direttore poliedrico ed elemento di coesione verso il quale
confluivano gli apporti, le specificità, le potenzialità, la
ricchezza tanto dei singoli tanto dei filoni disciplinari,
inaugurando una non breve koiné intellettuale. Al suo entusiasmo, prontamente condiviso dai colleghi e dai collaboratori, si devono le feconde esperienze di lavoro integrato che hanno portato alle sedi distaccate sul territorio
della Valle d’Aosta e di Mondovì, capaci di configurasi
come una rete di studio e di diffusione di conoscenze, accompagnate da rilevanti ricadute critiche.

 

Beni_culturali_citta_territorio_Indagini (1)

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